Clandestini, la Lega mette in bilancio il rimpatrio

Il sindaco ha anche vietato l’apertura di un centro per i musulmani della zona. Protesta la comunità islamica: siamo in regola

Il terrorismo di matrice islamica fa paura, così a Marcallo con Casone, piccolo centro nei pressi di Magenta la parola d’ordine è diventata tolleranza zero. Una vera e propria levata di scudi da parte della giunta leghista, nei confronti dei musulmani presenti in zona e soprattutto degli extracomunitari irregolari.
Per arginare possibili infiltrazioni di frange estremiste infatti, il sindaco Massimo Garavaglia ha già negato l’apertura di un centro culturale, una sorta di moschea che avrebbe accolto per incontri e preghiere un migliaio di islamici residenti in zona. E come se non bastasse pochi giorni fa l’assessore Roberto Valenti ha ulteriormente alzato il tiro: controlli serrati da parte degli uffici comunali e della vigilanza urbana nei confronti degli stranieri residenti, con immediata espulsione di quelli irregolari. Espulsione agevolata da un singolare provvedimento: quattrini erogati dal Municipio per contribuire a pagare il biglietto di rimpatrio. «Lo si faceva già prima, ma in questi giorni, dopo gli attentati a Londra e in Egitto, l’Amministrazione civica ha ulteriormente rafforzato i controlli anagrafici e della polizia locale sugli extracomunitari presenti sul territorio – ha spiegato l’assessore -; la nostra non è una crociata, ma i clandestini non dovranno rimanervi. E per farli tornare immediatamente a casa, siamo disponibili a pagare con i soldi delle casse comunali parte delle spese di rimpatrio».
L’iniziativa, per il momento unica nel panorama italiano, è caldeggiata anche dallo stesso primo cittadino. «È un’ottima idea – ha sottolineato Massimo Garavaglia -; non esiste infatti alcuna difficoltà sotto l’aspetto tecnico: i fondi destinati a rimpatriare i clandestini si collocano come una spesa corrente, sotto la voce contributo “una tantum”. Occorre tuttavia verificare le percentuali che competerebbero al Municipio».
Nel frattempo rimane chiuso ed inagibile lo stabile destinato a centro culturale, acquistato per 160mila euro dalla comunità dei musulmani residenti nel Magentino, in via Verne a Marcallo con Casone. Il Comune vuole impedire che l’edificio funga da fulcro per l’aggregazione islamica; e per farlo sta adducendo motivazioni di tipo tecnico amministrativo: mancano i requisiti di sicurezza, i parcheggi e così via. «Siamo tutti in regola con i permessi di soggiorno e nessuno di noi ha mai commesso reati – ha dichiarato il vice imam Ahmed Elabbassy -. Abbiamo acquistato, autotassandoci, una struttura dove poterci incontrare, discutere e pregare. Ma nonostante tutte le nostre carte siano in regola, questo diritto ci viene negato».
All’orizzonte si profilano proteste clamorose, come una maxi preghiera in Piazza Italia da parte dell’intera comunità del Magentino. Un’ipotesi che tuttavia difficilmente riuscirà a far cambiare idea alla giunta leghista, e soprattutto al sindaco.