Clandestini ma marchiati col bracciale

Tre vittime accertate, mentre proseguono le ricerche di una decina di dispersi sia nella zona del naufragioa Torre Santa Sabina a nord di Brindisi che nei tratti adiacenti. La barca a vela, partita sei giorni fa dalla Turchia, con a bordo 70-80 immigrati di diverse nazionalità, si è rovesciata l’altro ieri proprio nei pressi del litorale in territorio di Carovigno, forse per una secca, forse per la presenza di scogli, sicuramente con la complicità delle difficili condizioni meteorologiche e del vento, che rendono difficili anche i soccorsi.
Finora quarantadue persone si sono messe in salvo, decine di migranti sono stati trovati sulla costa dai carabinieri e dalla Guardia di finanza. Altri erano in mare. Un paio sono stati ricoverati in ospedale. Quelli che erano in buone condizioni sono stati portati al centro immigrati di Restinco. Per quanto riguarda le nazionalità si tratta di cittadini pakistani, iracheni, afghani, bengalesi. Tutti avevano un braccialetto di carta con numeri progressivi, il che fa pensare a una sorta di «lista d’attesa». Gli investigatori stanno cercando di capire la ragione di questo dettaglio che appare come una novità rispetto alle caratteristiche consuete dei viaggi dei migranti che giungono in Italia dall’altra sponda dell’Adriatico. La barca a vela, d nome Gloria e con bandiera Usa, forse era stata rubata e al comando c’erano due scafisti. Uno, che brandiva coltelli per mantenere l’ordine, dovrebbe essere di etnia curda; l’altro probabilmente un europeo. Nei primi nove mesi di quest’anno più di duemila immigrati sono morti in mare.