Clandestini morti in cantiere: egiziano indagato

In gravi condizioni l’unico sopravvissuto dei tre stranieri caduti: dopo l’incidente fuga in massa dei colleghi

Egiziane le vittime, egiziano - per ora - l'unico indagato. Ma la tragedia sul lavoro di Settimo Milanese - dove tre manovali reclutati poche ore prima al mercato delle braccia sono precipitati nel vuoto, due sono morti, uno è gravemente ferito - difficilmente potrà venire liquidata come «una faccenda tra stranieri». Perché gli stessi carabinieri che ieri mattina hanno denunciato per omicidio colposo plurimo alla Procura della Repubblica Ahmed Ragab, 29 anni, titolare della società individuale Rid Ponteggi per cui lavoravano gli operai morti, stanno continuando a indagare per capire come fosse possibile che un lavoro delicato e specialistico come lo smontaggio di un’impalcatura fosse affidato dai proprietari del cantiere - tutti italiani, questi, e con nomi importanti - a un’aziendina priva di qualunque credibilità professionale.
D’altronde basta una verifica sul sito cerved.com per scoprire che la Rid Ponteggi per la banca dati delle Camere di commercio non esiste neppure. Se qualcuno si fosse preso la briga di fare questo semplice controllo, forse l’appalto non sarebbe stato dato con tanto leggerezza. Chi ha potuto vedere le carte racconta che la società risulta costituita appena pochi giorni prima del disastro. Eppure il grande cantiere residenziale di Settimo Milanese - controllato da Claudio De Albertis e Pietro Torretta, due nomi del Gotha dell’edilizia italiana - attraverso una serie di subappalti a catena era arrivato a venire affidato, per lo smontaggio dei ponteggi, proprio al giovane Ragab e alla sua società neonata.
I tre immigrati clandestini coinvolti nell’incidente - Omar Salam Awad e Mohammed Hassan, morti, e Khamis Assam, ferito - sono stati reclutati in piazzale Lotto, all’alba di venerdì. I carabinieri ritengono che insieme a loro fossero stati caricati sui furgoni della Rid Ponteggi almeno un’altra decina di manovali. I segni della presenza di altri operai apparivano evidenti sul cantiere di Settimo. Ma quando i carabinieri sono arrivati hanno trovato solo i tre corpi a terra e due colleghi di lavoro, amici delle vittime, sotto shock. Tutti gli altri si erano dati a un fuggi fuggi generale.
Cosa fosse accaduto è ancora presto per dirlo con precisione. Forse gli operai hanno allentato delle giunture ancora necessarie a sostenere il ponteggio, forse hanno sovraccaricato il castello facendo franare l’impalcatura. In entrambi i casi, appare certo fin da ora è che il lavoro in quel cantiere esigeva capacità da operai specializzati, e non da manovali reclutati a giornata: per questo, ancora prima che per la totale clandestinità del rapporto, Ahmed Ragab si è trovato sotto accusa per omicidio colposo. Ma l’inchiesta (che dal pm Roberto Pellicano verrà trasmessa al pool specializzato in reati ambientali e del lavoro) è solo all’inizio. «Di sicuro - dicono al quarto piano del palazzo di giustizia - non ci fermeremo alle apparenze».