Clandestini nell’ex hotel della polizia

La segnalazione sconvolgente è arrivata ieri pomeriggio al commissariato Bonola: «Ci sono circa 200 extracomunitari all’ex residence “Leonardo da Vinci” di via Senigallia 6, a Bruzzano, proprio a fianco dell’omonimo hotel. L’hanno occupato intorno a mezzogiorno, forse è meglio che andate a dare un’occhiata». Sembrava una boutade, una telefonata burla, uno scherzo. Tanto che i nostri investigatori, abituati a sgomberare campi nomadi e affini, per poco non si sono messi a sghignazzare. Tuttavia un controllo, in casi come questi, è d’obbligo. E, con grande imbarazzo, una volta giunti sul posto, si sono accorti che era tutto vero: nella struttura - un lussuoso ex residence e centro congressi - dismessa da una decina di anni e ceduta di proprietà, gli stranieri c’erano, eccome. E anche la cifra corrispondeva: 180 persone. Etiopi, somali ed eritrei. Tutti richiedenti asilo. E non ammassati alla bene e meglio, badate: l’ex residence, come tale, è enorme, conta ben 922 stanze. Quindi, perché stare stretti, si saranno chiesti gli africani? Meglio prendersi una camera a testa, con tutte quelle che ci sono!
La burla, se vogliamo, è un’altra. L’ex centro congressi, fino a quasi tutti gli anni ’90, infatti, è stato alloggio della polizia. Spieghiamo: i poliziotti hanno diritto a un alloggio e quando la pubblica amministrazione non ha più posto in caserma sistema il proprio personale in residence di privati con i quali stipula dei contratti. Negli ultimi anni a Milano - da quando i poliziotti hanno lasciato il «Leonardo da Vinci», l’amministrazione non ha più pagato l’affitto e la struttura ha cambiato di proprietà restando dismessa, abbandonata a se stessa - agenti e ispettori vivono in provincia, al residence «Ripamonti» di Pieve Emanuele (dove metà delle stanze sono vuote). Così etiopi, somali ed eritrei ieri hanno pensato bene di andarci a vivere loro al «da Vinci».
«In fondo non è mica una struttura diroccata, è semplicemente abbandonata - spiegava ieri sera uno dei suoi occupanti, in perfetto italiano -. Io ci sto da qualche mese, da quando, cioè, non ho più lavoro: ero un elettricista. Ed ero anche bravino, sapete?».
Ed ecco arrivare l’altro paradosso. Ci abita gente tranquilla al «da Vinci». Al punto che ieri la polizia, appurato che le condizioni igieniche in cui vivevano gli etiopi erano accettabili e che diversi tra gli occupanti avevano i documenti (qualcuno anche il permesso di soggiorno) ed erano tranquilli, anziché portarli all’ufficio immigrazione per i controlli di rito, li ha lasciati lì! Non da soli, chiaramente, ma in compagnia dei ragazzi dei centri sociali. Che, venuti a conoscenza della presenza degli etiopi al «da Vinci» sono accorsi a portar loro beni di conforto: le brioche. E lo sgombero? «Dato il numero degli occupanti e la loro “posizione” in Italia, l’eventuale decisione di sgomberare la palazzina dovrebbe slittare ai prossimi giorni» precisano fonti della questura. E fino ad allora i richiedenti asilo resteranno lì. Tranquilli.