Clandestino già espulso abusa di una dodicenne

da Treviso

«È stato l’uomo nero». Bianca (nome di fantasia), 12 anni, è una ragazzina sfortunata dalla nascita per via di un lieve handicap psichico. Questo la rende ancora più indifesa di quanto non lo siano già tutte le coetanee cosiddette normali. Mbaruch Sfcuk, 24 anni, marocchino, ha approfittato della particolare condizione della ragazzina e l’ha violentata. Ieri i carabinieri di Conegliano Veneto lo hanno arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata.
L’indagine, molto delicata, parte il 22 aprile scorso, quando Bianca corre dai genitori e racconta di aver subito particolari violenze da un uomo nero. Parte l’indagine dei carabinieri che non ci mettono molto a individuare nel marocchino il principale sospettato. Sfcuk è irregolare e nei suoi confronti viene subito emesso un ordine di espulsione dall’Italia per violazione della legge Bossi-Fini. Fino ad allora era stato ospite di un’altra famiglia di immigrati, totalmente estranea ai fatti. Da quel momento in poi, come capita sempre, il decreto di espulsione viene bellamente ignorato e il marocchino si rifugia da alcuni parenti, anch’essi ignari della vicenda, a Carzago Riviera (Brescia). Non sa di essere sempre sotto osservazione per la violenza alla ragazzina e perciò rimane in Italia, convinto di sfuggire ancora una volta alle maglie larghe della normativa che ancora non considera un reato il fatto di essere clandestini.
Nel frattempo gli investigatori fanno eseguire al Ris di Parma le analisi sul liquido biologico rinvenuto sulla giovane vittima per poi compararlo con il dna del sospettato. Ieri i risultati delle analisi sono arrivati e hanno confermato in toto l’impianto accusatorio: il dna è proprio quello del marocchino e ieri i carabinieri di Conegliano, in collaborazione con quelli di Carzago Riviera, hanno potuto stringere le manette ai polsi attorno all’immigrato clandestino che si trova accusato di qualcosa di molto più grave della violazione della legge Bossi Fini. Violenza sessuale aggravata: questo è il reato da cui dovrà difendersi davanti alla magistratura italiana. Quando si è visto i carabinieri in casa a Carzago, Sfcuk ha pensato che il peggio che potesse capitargli fosse di essere cacciato dal paese. Per una volta, invece, le maglie della Bossi-Fini hanno permesso di assicurare alla giustizia un pericoloso criminale.