Clandestino in manette: stuprò 9 anziane

Maghrebino, clandestino, di giorno gessatore (in nero) in un cantiere edile, di notte violentatore di donne sole in età avanzata: dalle non più giovani alle vecchiette. Questo, secondo l'esito delle indagini che hanno portato all'arresto di un 42enne marocchino, il ritratto dello stupratore che nell'arco di dieci mesi ha stuprato, in provincia di Varese, 9 donne in età comprese fra i 50 e gli 80 anni. L'ottuagenaria - 82 anni per l'esattezza - è stata la prima vittima, e risale al settembre del 2004. L'ultima denuncia è recente, del 15 giugno scorso. Tutte le aggressioni sono avvenute di notte, in casa delle vittime violentate. L'immigrato è stato arrestato dai carabinieri che, coordinati dal sostituto procuratore Loredana Giglio, l'hanno individuato dopo complesse indagini supportate dalle analisi di laboratorio sul Dna fatte dal Ris di Parma. E proprio il Dna indica che in cinque casi, sui nove denunciati, l'autore della violenza è sicuramente lui. Altri due casi sono ancora sotto esame in laboratorio per i riscontri, mentre per altri due non sono stati trovati reperti da analizzare. Ma le modalità delle aggressioni sono sempre le stesse, quasi una fotocopia, rilevano gli investigatori. Il 42enne manovale marocchino si metteva in azione solitamente di giovedì, fra le 2 e le 6 del mattino, e agiva in un'area compresa fra i comuni di Oggiona Santo Stefano, Cassano Magnago, Solbiate Arno, Albizzate e Jerago con Orago. Dopo aver individuato e scelto la vittima nei giorni precedenti, seguendola al supermercato e appurando dove abitava, la notte dell'assalto il maghrebino andava in bicicletta sotto la casa della donna. Si toglieva le scarpe e si metteva del nastro adesivo sui polpastrelli, per non lasciare impronte, poi si arrampicava sul balcone o sul davanzale della finestra aggrappandosi ai tubi delle grondaie o del gas. Entrava nella camera della donna sola, nel buio completo, le metteva una mano sulla bocca, a volte pronunciava qualche parola in francese (una sola volta, pare, in arabo) e la violentava. Se la donna resisteva con particolare tenacia, la picchiava. Poi se ne andava e scompariva nel buio della notte, sicuro di non essere stato visto dalle sue vittime, che infatti di lui, nella denuncia, fornivano descrizioni basate su altri particolari come «l'odore acre della pelle».