Clapton e Cale, due maestri una sola grande lezione

Questa chitarra è sua, ma no, però sembra. E allora provate voi a distinguerli uno dall’altro, l’allievo Eric Clapton e il maestro JJ Cale, l’inglese e l’americano, mentre portano per mano le canzoni di questo ciddì accademico nel senso che merita di stare nell’Accademia della musica come si deve, il rock, il blues, il folk millesimati e poi intrecciati come a quei due viene così, di getto. Poi in Heads in Georgia mica si rincorrono per scherzo, una voce incastrata nell’altra, Mississippi velato di nebbia inglese, superlativi, altro che. E da ogni accordo di Hard to thrill scende una lacrima vera («Difficile da emozionare/ ormai nulla mi eccita più davvero») e gocciola sull’organo Hammond del sofferente Billy Preston, che qui ha suonato per l’ultima volta ma sicuro che lo stia già facendo lassù. E d’accordo, i profumi di Anyway the wind blows o di Don’t cry sister li sentiamo sin da piccoli ma forse è meglio così: Clapton e Cale spiegano da dove arrivano, dal vecchio ventre caldo dell’America che non cambia perché va bene così.

ERIC CLAPTON &/JJ CALE – The road to Escondido (Wea)