Clark sbanca la Scozia SuperMolinari stacca il visto per St. Andrew

Il sudafricano a Loch Lomond domina l’olandese Lafeber. Impresa di Edoardo, ammesso a partecipare al Championship

Mario Camicia

Loch Lomond, uno dei più spettacolari percorsi del mondo; Barclays Scottish Open, un titolo prestigioso, ricco - 3.500.000 euro - ed ultimo torneo prima del grande appuntamento con il British Open. Tutto questo significa ormai da anni il successo garantito, una griglia di partenza da grande spettacolo ed interesse tutto particolare per questo torneo che anche alcuni dei big del Tour americano - vedi quest’anno Els, Goosen, Mickelson e Lehman - considerano l’ultimo «canter» acclimatante in vista del terzo torneo del Grande Slam. E l’edizione 2005 dello Scottish ha tenuto fede alle aspettative e alla tradizione. Campo in splendide condizioni, grande gioco e finale tiratissimo sebbene siano mancati per la lotta al titolo alcuni dei big presenti, più preoccupati di mettere a punto «il motore» in vista del rendez-vous di St. Andrews di giovedì prossimo.
Alla fine delle quattro giornate è stato il sudafricano Tim Clark, numero 26 al mondo, stabilmente impegnato sul Tour americano e vincitore quest’anno dell’Open del Sud Africa, ad avere la meglio e a portarsi a casa i 592mila euro della prima moneta, ma non prima di essersela dovuta vedere con lo scatenato olandese Marteen Lafeber, l’argentino Angel Cabrera, vincitore quest’anno del Pga Championship, Darren Clarke «la roccia irlandese» e il giocatore di casa Alistair Forsyth. Clark ha vinto con più tenacia e meno timore, ma per Lafeber, che avrebbe altrettanto meritato, il secondo posto è stato anche la consolazione di accedere di diritto al British Open come primo dei giocatori «non altrimenti qualificati». Lo Scottish è servito a dare agli addetti ai lavori anche utili notizie sullo stato di forma dei prossimi protagonisti a St. Andrews. Cabrera, malgrado qualche colpo a vuoto nel finale, è in ottima forma; Ian Poulter è più aggressivo che mai e lo si è visto rimontare fino al terzo posto al fianco di Clarke.
A Loch Lomond si è visto invece un ottimo Francesco Molinari il nostro «debuttante» che, dopo aver passato di misura il taglio, è andato in crescendo ed ha terminato la gara al 14° posto, che poteva benissimo essere un facile 9° posto senza un paio di bogey - forse da troppa pressione - nelle ultime 4 buche. Per un Molinari che grazie ai 51mila euro vinti sale in 87ª posizione nell’ordine di merito europeo, un altro Molinari, il fratello Edoardo, ancora dilettante, è riuscito nell’impresa di vincere una delle quattro ultime prequalifiche per giocare il British Open e che quindi giovedì sarà l’unico italiano - e primo dilettante nella storia del golf nazionale - a mettere la palla sul tee della prima buca dell’Old Course nel «major» più prestigioso ed antico del mondo (da giovedì su Sky 3 a partire dalle 11,30).
Per rimanere in Europa, sul Senior Tour ancora una bella prestazione del nostro Pippo Calì, recente vincitore della Mobile Cup, che è giunto quinto al Nigel Mansell Classic in Inghilterra, vinto da Jim Rhodes.
Negli Stati Uniti il John Deere Classic è stato vinto da Sean O’Hair, debuttante ventitreenne al suo 18° torneo sul tour maggiore. Il successo gli ha fruttato 720mila dollari e l’ultimo posto valido per giocare il British Open ma Sean al momento del successo, forse ancora frastornato, non ha confermato la sua partecipazione a St. Andrews.