«Classe dirigente senza valori: tutta colpa loro»

Enrico di Nicola è il procuratore di Bologna, ma ieri di fronte al delitto non ha detto quasi nulla sulle indagini (le vittime sono minorenni») ma ha regalato all’opinione pubblica italiana un breve saggio di sociologia, una lettura «politica» dei troppi casi di violenza sessuale. La colpa, chiaramente, è della società. «L’individualismo esasperato determina queste reazioni da parte di soggetti che sono in condizioni di ignoranza, poca educazione e difficoltà sociali. Ma, fino a quando non sostituiremo alla cultura individualistica e corporativa oggi prevalente, una cultura istituzionale che guardi ai valori della Costituzione che rappresentano i rapporti e i valori di una civile convivenza, noi andremo sempre peggio. Coloro che commettono attività delinquenziali traumatiche vedono che questi valori mancano alla classe dirigente: fino a quando sarà così non avranno di certo degli esempi da seguire. Bisogna ricominciare da capo: ad attuare i valori della Costituzione e introdurre la cultura della legalità basata su quei valori. Quando si dice, ad esempio, che il 40% della ricchezza sommersa rappresenta un bene per il Paese perché in questo modo noi ci svilupperemo, io ritengo che si dica qualcosa che non può essere conforme ai valori costituzionali».
La responsabilità individuale, secondo il procuratore, affonda le radici nel degrado della classe dirigente. «Chi rapina e violenta con uno scopo ovviamente meramente individualistico è un soggetto sì fuori dalla società ma è un soggetto che vede attorno una cultura individualista, basata sull’interesse personale».