Classica Glassharmonica due concerti al Dal Verme

La glassharmonica (o arpa a bicchieri) ha un suono arcano, evanescente, mistico e per certi versi tenebroso. Di sicuro conturbante. Gaetano Donizetti la impiegò per dipingere la follia di Lucia di Lammermoor, pazza per un amore contrastato da giochi di potere. Il compositore Paolo Marzocchi (1968) ha raccolto i temi cardine dell’opera di Donizetti, quindi li ha declinati nella sua «Fantasia dell’Assenza» per il pianoforte a dialogo con l’orchestra. Ma è alla glassharmonica che ha affidato il compito di spingersi nelle pieghe più riposte dell’animo umano, e nel caso specifico di Lucia evocandone ossessioni, contraddizioni, incubi. Glassharmonica, dunque, che sa pescare nel magma della coscienza dell’uomo fragile.
Sarà l’orchestra dei Pomeriggi Musicali diretta da Michele Mariotti, oggi (ore 20.30) e sabato (ore 17), al Dal Verme, a far conoscere la «Fantasia dell’Assenza» di Marzocchi. All’arpa a bicchieri il londinese Robert Tiso: abile per come abbia saputo sposare questo strumento a classici e contemporanei, spaziando da Beethoven ai Pink Floyd. La tradizione entra in campo con l’ouverture dell’«Egmont» di Beethoven, la «Terza Sinfonia» di Schubert e le Variazioni su «Là ci darem lamano» di Chopin.