La classifica che non t’aspetti: Milano è più felice di Roma

Addio Pil, ora c’è il Fil: oltre alla ricchezza misura il viver bene. E il primato va alla Romagna. <em>Il filosofo</em> <a href="/a.pic1?ID=384589" target="_blank"><strong>&quot;Ma un meneghino...&quot;</strong></a>. <em>L'economista</em><strong> <a href="/a.pic1?ID=384591" target="_blank">&quot;Chi vive meglio..?&quot;</a></strong>

Dove si vive meglio? In Romagna. Precisamente, nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna, che si aggiudicano primo e secondo posto della speciale classifica. E se è pur sempre vero che in termini di ricchezza «pura» Milano e le altre città lombarde rimangono saldamente in testa, quando si tratta di calcolare tutto «ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta» come disse nel ’68 Robert Kennedy, piadina e lambrusco battono cotoletta e negroni 56 a zero. Tanti sono infatti i punti che distanziano Forlì dalla capitale dell’economia nella «classifica del benessere» stilata per il Sole-24 ore dal Centro Studio Sintesi.
La graduatoria è stata stilata utilizzando i criteri proposti dalla Commissione guidata da Joseph Stiglitz, incaricata dal presidente francese Nicolas Sarkozy di trovare una formula che indicasse, con più correttezza del classico Pil (prodotto interno lordo) il tasso di benessere. Una sorta di Fil (felicità interna lorda). In sostanza, dalla ricchezza il focus si sposta verso l’ individuo e la famiglia. E sulla base della formula di benessere utilizzata, che si compone di otto indicatori (condizioni di vita materiali, salute, istruzione, attività personali, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, ambiente e insicurezza economica e fisica) cambia radicalmente la classica fotografia del Paese, almeno per quel che riguarda l’alta classifica, visto che in zona retrocessione, in entrambe le classifiche, troviamo province del Sud.
Insieme alla Romagna, occupano i primi dieci posti alcune province della Toscana, come Firenze e Siena, e tutte quelle delle Marche, vero «El dorado» italico del buon vivere. Al polo opposto Siracusa, ultima classificata per la gravosa zavorra dell’inquinamento ambientale, preceduta a poca distanza da altre cinque province siciliane, con l’«intrusione» della sola Napoli, terz’ultima. Interessante poi vedere come la nuova classifica faccia guadagnare o perdere decine di posizioni rispetto alla «classica» graduatoria stilata solo per mezzo del Pil: è il caso di Rieti, che scala ben verso l’alto 54 posizioni, mentre Roma ne perde 74. Fa peggio solo Bolzano, in caduta di 77 posti. Milano che domina la graduatoria del pil, deve accontentarsi al 37° posto: qui pesa il fattore insicurezza personale, visto che nel cuore economico del Paese vengono commessi oltre cinque mila reati l’anno ogni centomila persone.

Il filosofo "Ma un meneghino si lamenterà sempre della città". L'economista "Chi vive meglio? I piccoli, ma coi soldi dei grandi