La classifica dei divorzi salati. Michael Jordan paga l’amore più caro

Prima si amano, campeggiano sulle copertine delle riviste patinate, vengono inseguiti dai paparazzi. Girano il mondo, fanno vacanze chic, sfuggono alla routine delle coppie normali. Fino al fatidico sì, quello che li accomuna a qualsiasi altro mortale. Perché l’amore è cieco anche per loro, anche per i big dello sport, del cinema e della musica. E cieco è soprattutto il loro portafoglio: macchine di lusso, case da sogno, regali per coronare l'idillio d'amore. Fino a che - come nella celebre pellicola «La guerra dei roses» - l'incantesimo si rompe e in famiglia comincia la battaglia.
Fatta di ripicche, soprusi, vecchi e dirompenti rancori da sfogare. Che culminano in un’aula di tribunale, dove l'obiettivo diventa soprattutto uno: rovinare l'ex e portargli via fino all'ultimo centesimo. E quando di mezzo c'è un personaggio famoso, il pollo da spennare è ghiotto. Così ghiotto che la rivista Forbes ha stilato la classifica dei divorzi più costosi dello star-system. Una classifica nella quale campeggia il campione di basket Michael Jordan, che fra i tanti primati raggiunti in vita sua, probabilmente avrebbe rinunciato volentieri a questo primo posto.

Dopo 18 anni di romanticismo e passione, il mito dell’Nba potrebbe sborsare oltre 150 milioni di dollari per chiudere definitivamente il matrimonio con Juanita Vanoy, dirigente di banca che ha affiancato lo sportivo negli anni del suo boom agonistico e che con lei dovrà quindi dividere il bottino incassato. Se l’accordo venisse raggiunto, la causa di divorzio fra i due sarebbe la più costosa nella storia dello spettacolo e eguaglierebbe il record di Neil Young che già nel 1994 raggiunse il primato.
Segue con onore - o disonore - il cantante Neil Diamond con 150 milioni di dollari tondi all'ex moglie Marcia Murphey, sposata nel 1969, prima del popolare «Touching you, touching me». «Voleva ogni singolo penny» - disse lui - e pare proprio che l'ex assistente di produzione sia riuscita nell'intento.

Sportivi, cantanti, ma soprattutto divi di Hollywood, la Mecca del cinema che ricopre d'oro brillanti attori e rispettivi compagni. Il pluripremiato Steven Spielberg, regista, sceneggiatore e produttore, ha dovuto dividere, oltre che un pezzo di vita, anche metà del suo patrimonio (100 milioni di dollari) con Amy Irving. Chissà se avrà imparato la lezione: la moglie gli contestò l'accordo prematrimoniale stilato - probabilmente nel pieno dell’idillio d'amore - su un tovagliolo di carta.
Fuori dal podio, al quarto posto, seguono Harrison Ford e Melissa Mathison (85 milioni di dollari), che si è assicurata una percentuale sui guadagni futuri dei film girati dall'attore ai tempi del matrimonio. E poi Kevin Costner e Cindy Silva (80 milioni di dollari). Al sesto posto l'ex Beatle Paul McCartney e l'ex modella Heather Mills, che pure potrebbe assicurarsi (il caso non è ancora chiuso) appena un decimo del patrimonio del cantante, 60 milioni di dollari. Un misero «ticket to ride» rispetto a quello dei celebri colleghi. Il Titanic del regista James Cameron è affondato con a bordo l'attrice Linda Hamilton, che ha quantificato «i danni» del naufragio con un assegno da 50 milioni di dollari. All'ottavo posto, invece, c'è proprio lui, Michael Douglas, il protagonista de «La guerra dei roses», la pellicola che forse meglio di tutte ha saputo trasferire nel linguaggio hollywoodiano i rancori, le miserie e l'odio viscerale dei coniugi sull'orlo della separazione. Forse Douglas avrebbe preferito schiacciare con l'auto il gatto di lei, la moglie Diandra (come avviene nel film) piuttosto che garantirle 45 milioni di dollari. Ma avrà probabilmente temuto che anche lei si ispirasse al copione e che il suo cane potesse finire spalmato come paté su un toast e ha così rinunciato all'idea.

Chi resta in coda alla top ten? Lionel Richie, il cui amore non è stato «endless», senza fine, come recitava uno dei suoi brani più celebri. Si è chiuso invece con un assegno da 20 milioni di dollari a Diane. E infine Mick Jagger e Jerry Hall. Lei ha ottenuto la sua «satisfaction» con una cifra tra i 15 e i 25 milioni di dollari.