Claudio Scajola «conteso» tra il gruppo e un ministero

Ti aspetti fondi di bottiglie e cabaret di paste ancora appoggiati sui tavoli, bicchieri ovunque. Invece alla sede di Forza Italia sembra di essere nel giorno prima del voto, anziché in quello successivo. Michele Scandroglio, il coordinatore regionale, è lì, a lavorare accanto ai suoi collaboratori. È onorevole, ha vinto, eppure non molla, nonostante la lunga notte dei numeri. «Stanno arrivando i dati dei Comuni - dà fondo alle forze residue a metà pomeriggio - Laigueglia e Ceriale li abbiamo portati subito a casa, aspettiamo Sestri Levante, Camogli e tanti altri comuni». Non solo dati, però. Si è appena concluso il lavoro sul manifesto di ringraziamento da distribuire. Un testo semplice e diretto: «Grazie Liguria» scritto a caratteri cubitali. «Domani pomeriggio (oggi, ndr) dovranno essere già in tutte le nostre sezioni, per essere affissi», ordina Scandroglio.
Il risultato, con la conquista del Senato è di quelli che danno una carica incredibile. Eppure alla Camera la vittoria lascia un po’ di amaro in bocca. Sette seggi al Pdl, due alla Lega, garantisce il ministero dell’Interno. Nove deputati in tutto, contro gli otto messi assieme dagli sconfitti. Alla faccia del premio di maggioranza. «È l’effetto paradossale (...)
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