Claudio Terruzzi, il primo italiano nel cda di "The World Solar Foundation"

Parla l'imprenditore milanese entrato a far parte della fondazione non profit internazionale nata nel 1997 su iniziativa dell'Unesco per ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo attraverso investimenti nel settore delle energie rinnovabili

Finalmente un italiano entra a far parte di "The World Solar Foundation", la fondazione non profit internazionale nata nel 1997 su iniziativa dell'Unesco per ridurre la povertà nei Paesi in via di sviluppo attraverso investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Dopo l'ingresso del premio Nobel per la Pace Nelson Mandela, presidente della Repubblica del Sud Africa, del re di Spagna Juan Carlos I e del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu, ora è la volta di un grande imprenditore milanese, Claudio Terruzzi, da anni impegnato nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie a favore dell'ambiente.
Appartenente a una dinastia di imprenditori noti nel settore del nichel e dell'acciaio, Terruzzi ha ricoperto le cariche di Presidente di Federacciai e di Assofermet, l'associazione che riunisce le imprese del settore siderurgico; è stato Vice President Italy per la multinazionale Waste Management, gruppo leader nel settore Ambiente; e dal 2002 è amministratore delegato di Global Engineering, centro d'eccellenza internazionale nell'ambito dei servizi per la realizzazione di grandi infrastrutture e per il miglioramento della qualità ambientale. Proprio grazie alle sue attività (è stato tra l'altro l'ideatore e realizzatore del noto progetto "EcoRivestimento"), nel 2005 ha vinto il premio "Angelo dell'anno-Categoria Ambiente", assegnato a personalità che si sono distinte per il proprio impegno civile e solidaristico.
"World Solar Foundation - spiega Terruzzi - nasce con l'obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione di governi, organizzazioni, istituzioni sulla necessità di promuovere lo sviluppo sostenibile nei Paesi poveri attraverso il ricorso alle energie rinnovabili e a tecnologie pulite. Il mio impegno in questo progetto deriva proprio da qui: dal desiderio di partecipare in maniera attiva al trasferimento delle conoscenze relative all'energia rinnovabile verso i popoli in via di sviluppo e non solo. Sono convinto che un maggior benessere diffuso si tradurrà inevitabilmente in un futuro migliore anche per noi e per i nostri figli".