Clegg si distanzia da Cameron: gli avevo detto di non assumere Coulson

Il vicepremier convoca una conferenza stampa per ricordare di avere avvertito il premier e di aver chiesto un'inchiesta sulle intercettazioni ancora prima che esplodesse lo scandalo

Non si sta Nick Clegg, vicepremier inglese, a finire nel tritacarne dello scandalo intercettazioni solo perchè è il numero due di Cameron. Il leader dei liberlademocratici inglesi ha voluto sottolineare oggi, durante una conferenza stampa convocata ad hoc, la sua estraneità da alcune scelte del primo ministro, o meglio da alcuni suoi «errori», come lo stesso Cameron li ha definiti ieri. Uno in particolare: la scelta di Andy Coulson come addetto stampa del primo ministro. Clegg ha fatto sapere di aver esposto al leader conservatore i suoi dubbi per la scelta dell'ex direttore di News of World nel ruolo di responsabile della comunicazione. «È stata una decisione sua e mi ha detto con franchezza che se assumeva la responsabilità», ha spiegato. Clegg ha voluto anche rimarcare la differenza tra il suo partito e i laburisti, che hanno cavalcato l'onda dello scandalo solo dopo che si era consumato. Davanti ai giornalisti ha rivendicato che il suo è stato l'unico partito a chiedere l'apertura di una inchiesta sulle intercettazioni ancora prima delle elezioni dell'anno scorso, quando al governo c'erano i laburisti. E ha aggiunto che il suo è stato l'unico partito «a fare campagna per nuovo regole di pluralismo nei media».
«Pratiche oscure e legami dubbiosi sono giunti fino al cuore dell'establishment britannico», ha detto ancora Clegg, secondo il quale si registra ormai una perdita di fiducia da parte dell'opinione pubblica. Ma la crisi, ha proseguito, può essere un'opportunità per voltare pagine.