Clemens August von Galenª

Nacque nel 1878 nel castello di famiglia di Dinklage, undicesimo di tredici figli. Suo padre era deputato al Reichstag. Sacerdote dal 1904, fu segretario dello zio Maximilian Gereon von Galen, vescovo di Münster. Fu cappellano del duomo e poi parroco. Nel 1933, l’anno dell’ascesa di Hitler, toccò a lui prendere il posto dello zio. Già nella sua prima lettera pastorale prese posizione contro l’ideologia neopagana del nazismo. Nel 1936 rincarò la dose, predicando a chiare lettere nel duomo di Xanten. Nell’estate del 1941, quando il nazismo era già padrone di quasi tutta l’Europa, fu ancora più esplicito in tre celebri omelie. Il fatto era che “il leone di Münster” aveva raggiunto tali autorevolezza e popolarità che i capi nazisti non sapevano che fare. Un imbufalito Hitler ebbe a dire nel 1942 che dopo la vittoria finale avrebbe regolato i conti “fino all’ultimo centesimo” con quel maledetto vescovo cattolico. Il quale, nel frattempo, si adoperava anche per nascondere ebrei sotto falso nome in istituti vescovili, autorizzando i suoi sottoposti, in caso di guai, ad addossare a lui personalmente ogni responsabilità di questi ordini. Nel febbraio del 1946, cioè appena possibile, il papa Pio XII gli conferì la berretta cardinalizia. Ma il vescovo di Münster potè indossarla solo per un mese, visto che morì nel marzo successivo. Clemens August von Galen venne sepolto nella Ludgerunskapelle del duomo della sua città, dove ancora si trova. Toccante la testimonianza di un pastore protestante che, per salvare un ragazzo ebreo, si rivolse al vescovo papista e trovò soccorso.