Clemente Calimero

Clemente si sente un perseguitato. Il bersaglio degli scontenti di tutti per il governo Prodi. Dai voli di Stato alle carceri vuote, è sempre colpa sua. E lui si sente vittima di «un’ossessione perfida». Che gli inumidisce gli occhi di furore a un convegno dell’Udeur e poco dopo, nella sala verde di Via Arenula, di fronte alla stampa. Ai suoi collaboratori più fedeli ripete, esasperato: «Sono sicuro che se un giorno mi affacciassi al balcone di palazzo Venezia e annunciassi di aver abolito le tasse, nessuno mi applaudirebbe!». Povero Mastella, che non sa più come parare i colpi. E se la prende con la «stupidità» dei giornalisti.