Clementina, dalla polizia alla toga fra polemiche e sentenze contestate

La Forleo, 44 anni, pugliese, studentessa modello prima ha vinto il consorso il polizia, dove si è distinta nel periodo dei maxi-sbarchi di clandestini in Puglia, poi è diventata magistrato. La sentenza di assoluzione del marocchino Daki, accusato di terrorismo internazionale

Milano - Clementina Forleo, 44 anni, il gip che oggi ha chiesto al Parlamento di utilizzare alcune delle intercettazioni tra politici ed indagati, è un magistrato che anche in passato è stata al centro di decisioni discusse. Originaria della Puglia, studentessa modello (quando superò l'esame di maturità fu una dei 25 migliori studenti in Italia) ha conseguito con lode la laurea in legge.

Prima di entrare in magistratura ha vinto il concorso per entrare in polizia, ricevendo encomi per il lavoro svolto durante gli sbarchi dei clandestini albanesi in Puglia.

Quindi la magistratura e il primo procedimento di prestigio quando le viene assegnato, nel '97, l'annoso procedimento sulla strage di piazza Fontana. Ma la notorietà per lei arriva nel 2005, quando assolve dall'accusa di terrorismo internazionale tre persone, tra cui il marocchino Mohammed Daki, distinguendo tra "guerriglia" e "terrorismo". Una decisione che provocò numerose polemiche. La decisione venne confermata in appello, ma non in Cassazione.

Nel luglio del 2005 la cronaca tornò ad occuparsi del giudice: Clementina Forleo, questa volta come cittadina e non come giudice, intervenne in difesa di un immigrato che era stato sorpreso a viaggiare senza biglietto su un bus a Milano e che era stato bloccato, secondo lei troppo bruscamente, dalla polizia. "Lo rifarei una, cento, mille volte - spiegò - perché disprezzo la violenza in tutte le sue forme, soprattutto quando compiuta da forze dell'ordine".