Clessidra e Save in manovra verso il controllo di Gemina

I veneti sono al 12,4% e il fondo è pronto a rilevare il 12% dai soci del patto. Contatti con i Romiti

Marcello Zacché

da Milano

Claudio Sposito ed Enrico Marchi viaggiano verso Gemina e verso la creazione di un polo aeroportuale nord-sud. Il fondo Clessidra e il gruppo Finint potrebbero essere i pilastri su cui poggerà il futuro controllo della holding milanese che controlla gli Aeroporti di Roma. Ieri il gruppo Finint, finanziaria di Conegliano Veneto che fa capo a Marchi, ha comunicato di avere oltre il 2% del capitale, mentre ai blocchi transitava un altro 5,5% che fa riferimento alla Save, la società degli aeroporti di Venezia che 15 giorni fa aveva annunciato di detenere a sua volta un 2% di Gemina, e che con altre quote sarebbe arrivata ieri fino al 10,4%. Completa il quadro il fatto che Finint è presente, tramite la cordata Agorà, nel 22,4% del capitale della Save e che Marchi, oltre a detenere il 45% di Finint, è anche presidente di Save. In definitiva, dunque, intorno alla Save si sarebbe formata una quota di Gemina del 12,4%.
Nello stesso tempo Clessidra è pronta a rilevare una quota intorno al 12%, rilevandola da alcuni degli attuali soci del patto di sindacato (Romiti, Mediobanca, Pesenti, Ligresti, Generali, Pirelli, Lucchini, Edison), che insieme controllano il 43,4% della società. Clessidra, secondo indiscrezioni dell’agenzia Radiocor, si colloccherebbe tra Romiti (primo socio con il 15%) e Mediobanca che limerà la partecipazione dall'attuale 11,74% al 10% circa. Uscirebbero Pesenti, Pirelli e la Edison. Secondo quanto risulta al Giornale, le due iniziative (quella di Clessidra e quella veneta), potrebbero avere un punto di convergenza e nei prossimi giorni si terranno gli incontri decisivi, probabilmente anche con i Romiti.
Andrea de Vido, socio di Marchi con l’altro 45% di Finint, dichiarò a suo tempo che «l'aeroporto è una partecipazione strategica». Mentre lo stesso Marchi ha dichiarato che «la quota in Gemina rappresenta una interessante possibilità di investimento sul mercato aeroportuale». Il fatto è che Gemina ha puntato tutto sul controllo di Adr, dopo aver ridotto a partecipazioni di minoranza sia l’11% di Impregilo (con un opzione di acquisto a favore dei nuovi soci di controllo), sia l’1% di Rcs (già messo in vendita). E dopo aver acquisito in Adr la quota (31%) dei Falck e il 16% di Sensi.
In questo riordino ci sta anche un nuovo assetto dei soci: l’attuale patto deriva dai tempi in cui la holding milanese era il primo socio di Rcs. Oggi è un’altra storia, tanto che Mediobanca ha già detto che Gemina non è più strategica. Il patto scade nella primavera 2007, ma non è escluso che prima possano essere studiati meccanismi per avviare un rimpasto.