Clima, accolte le richieste italiane

I leader europei hanno accolto
la richiesta italiana di valutare il pacchetto di misure sul
clima anche alla luce dei costi-benefici per le industrie. Berlusconi: "Sono state esaudite tutte le nostre richieste". Accordo finale in dicembre

Bruxelles - I leader europei hanno accolto la richiesta italiana di valutare il pacchetto di misure sul clima anche alla luce dei costi-benefici. Nell’ultima versione delle conclusioni del vertice Ue, il consiglio dà mandato "alla presidenza e alla commissione di organizzare un intenso lavoro nelle prossime settimane allo scopo di trovare risposte appropriate alla sfida di applicazione del pacchetto, in modo tale da tener conto rigorosamente dei costi-benefici per tutti i settori della economia europea e di tutti gli stati membri, avendo riguardo per la specifica situazione di ogni stato membro".

Berlusconi: "Esaudite le nostre richieste"
Il presidente del COnsiglio, Silvio Berlusconi, ha "accolto molto bene", la formula ragguinta dal Consiglio europeo per venire incontro alle preoccupazioni e alle richieste dell’Italia sul pacchetto Clima. "Esaudisce le nostre richieste e dà risposte alle nostre preoccupazioni", ha spiegato Berlusconi in conferenza stampa. Il presidente Berlusconi ha spiegato che l’Italia ha "accolto molto bene questa formula che rimanda a dicembre la decisione", osservando che "se l’Ue vuole essere la portabandiera di una politica di riduzione delle emissioni e un paradigma per chi procede in questa direzione, i gravami devono essere ripartiti su tutti i cittadini europei. Non è possibile - ha proseguito - che l’Italia che ha un’economia basata sul manifatturiero, si addossi diciotto miliardi all’anno di gravame".

Frattini: "Nessun interesse sarà trascurato" Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, presente alla conferenza stampa insieme al titolare di via XX settembre, Giulio Tremonti, ha spiegato che durante il Consiglio Ue, "Berlusconi ha presentato le difficoltà dell’Italia, non per quanto riguarda gli obiettivi finali, ma sulla rigidità". Il Consiglio, ha proseguito Frattini "ha condiviso la sostanza e a dicembre sarà il Consiglio dei capi di Stato e di Governo (e non quello dei ministri, ndr) a decidere su questa materia. Nessun interesse potrà essere trascurato".

Sarkozy: priorità alla lotta al cambiamento climatico Ottenere la conferma degli obiettivi e della scadenza di dicembre per il pacchetto clima Ue "non è stato facile", ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy, aggiungendo di "aver messo sul tavolo tutto il peso della Francia". "La lotta al cambiamento climatico è un appuntamento così impegnativo che non si può lasciare cadere sotto pretesto della crisi finanziaria", ha aggiunto riferendosi alle conclusioni raggiunte dal Consiglio Ue.

Accordo finale in dicembre Il Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo riafferma che "il suo obiettivo è di raggiungere un accordo in dicembre" sul pacchetto di misure contro il cambiamento climatico. La nuova bozza di conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles contiene un’apertura a Italia e Polonia sul pacchetto clima-energia. Nel testo diffuso dalla presisenza francese si riafferma l’obiettivo di un accordo al vertice di dicembre, ma si invita a lavorare nelle prossime settimane per "un’applicazione del pacchetto in un modo da tener rigorosamente conto del rapporto costi-benefici per tutti io settori dell’economia europe e per tutti gli Stati membri". Il Consiglio europeo, si legge ancora nella bozza, conferma "l’impegno a onorare gli impegni ambiziosi assunti in materia di clima" e quindi riafferma "l’obiettivo di un accordo a dicembre" sulle quattro direttive della Commissione su clima ed energia.

La richiesta di Palazzo Chigi La nuova frase aggiunta nelle conclusioni rappresenta un’apertura all’Italia, che ha chiesto una valutazione di impatto sui costi, ma anche alla Polonia e ad altri otto paesi dell’est che hanno chiesto di tenere conto delle "specificità dei singoli paesi" nell’applicazione delle misure. L’Italia ieri sera aveva minacciato il veto e anche la Polonia aveva detto di essere pronta a non votare la parte delle conclusioni del consiglio sul cambio climatico se non ci fossero state aperture. Il pacchetto clima punta ad applicare le decisioni assunte all’unanimità dai 27 nel marzo dello scorso anno e che prevedono, entro il 2020, una riduzione del 20% di emissioni di gas nocivi rispetto ai livelli del 1990, un aumento del 20% di consumi da energie rinnovabili e un incremento del 20% dell’efficienza energetica.