Il clima mite può favorire Romney

Quattro anni fa i caucus dell'Iowa si svolsero con una temperatura che oscillava tra i -18 e i -22 gradi centigradi. Quella volta vinse Mike Huckabee, il candidato più amato dalla destra ultraconservatrice. Oggi, con una temperatura decisamente più mite, più persone dovrebbero andare a votare e questo dovrebbe favorire Romney, il candidato più moderato

Des Moines (Iowa) - Anche la temperatura mite è dalla parte di Mitt Romney e favorirebbe ancor di più il front-runner repubblicano che viene dato dai vari sondaggisti con un vantaggio del 2-3% rispetto al libertario e antistatalista Ron Paul e all'ultraconservatore e antiabortista Rick Santorum nei caucus di questa notte dell'Iowa. Le previsioni metereologiche sono uno dei passatempi favoriti per i 3 milioni di abitanti dell'Iowa, uno degli Stati più freddi d'America dopo il Minnesota con cui confina a nord.

Quando si voterà questa sera nell'Iowa, dalle 19 alle 21 ore locali (sarà piena notte in Italia, 8 ore di fuso orario), la temperatura sarà appena inferiore allo zero. Farà segnare un meno 1 o al massimo un meno 3 sotto lo zero nelle sterminate distese di granturco a nord dello Stato. Vale a dire una temperatura mite che favorirà l'afflusso di decine di migliaia di elettori in più, forse anche un centinaio di migliaia: tutti repubblicani moderati che per la stragrande maggioranza voterà per Mitt Romney, il candidato di centro dello schieramento e il più "electable", come dicono gli americani, ossia il più elegibile in previsione futura nello scontro con il presidente Obama per la Casa Bianca.

Al contrario, quattro anni fa, nel 2008, i caucus si svolsero in un clima polare: la temperatura oscillò tra i meno 18 e i meno 22 gradi sotto lo zero e scoraggiò decine di migliaia di elettori ad affrontare la neve e il ghiaccio. Allora i repubblicani a recarsi a questi caucus-assemblee, dove devono essere presenti fisicamente ben ben due ore prima di poter votare, furono in massima parte esponenti e simpatizzanti della destra conservatrice ed evangelica: quella antiabortista, antigay e contro le cellule staminali. E il clima polare favorì grandemente Mike Huckabee, ex governatore dell'Arkansas e pastore presbiteriano, che vinse i 1784 caucus dell'Iowa di misura su Romney. Con una temperatura molto rigida, con neve e gelo, sono gli elettori più politicizzati e gli attivisti più schierati da un punto di vista religioso ad uscire di casa e a sorbirsi le ben due ore di prediche dei vari delegati che prima presentano i vari candidati presidenziali e poi, solo alla fine, si può passare alla fase del voto segreto (i caucus democratici nell'Iowa invece sono per alzata di mano).

Con una temperatura così mite come non succedeva da moltissimi inverni, e senza la presenza di neve e ghiaccio in quasi tutto lo sconfinato Stato dell'Iowa, saranno i moderati repubblicani senza i paraocchi dell'aborto, dei diritti dei gay e delle modifiche genetiche a uscire in massa dalle proprie case e uffici (i cosiddetti colletti bianchi) e a recarsi per il voto verso i luoghi di assemblea dove si svolgeranno le votazioni: scuole, biblioteche, chiese, municipi e anche case private.

E come ha spiegato poche ore fa sulla Foxnews uno dei più famosi sondaggisti americani, Scott Rasmussen, questo moderati andranno a votare in larga parte per il mormone Mitt Romney, in quanto è il candidato repubblicano non solo più moderato, ma quello che al momento ha le possibilità maggiori di battere il presidente Obama (Romney avrebbe un 4-5% di vantaggio in più sul presidente democratico). E questi moderati dell'Iowa darebbero un vantaggio di altri 2-3% in piu' di vantaggio su Ron Paul e Rick Santorum.

In pratica il tempo mite farebbe raddoppiare il vantaggio dell'ex governatore del Massachussetts sui due altri candidati che lo tallonano da vicino, e così il suo margine di vittoria aumenterebbe del 4-6%: un abisso se si tiene conto che alla fine, dopo oltre 100 milioni di dollari spesi dai sei candidati repubblicani soltanto in spot televisivi, sui giornali e viaggi interminabili in tutte le 99 contee dell'Iowa, soltato 130 mila repubblicani andranno a votare questa notte nelle 1784 assemblee disseminate in ogni angolo di questo Stato, ribattezzato uno dei granai d'America.

E alla fine non vincerà chi prenderà più voti, come accade in ogni democrazia diretta, ma chi vincerà il più alto numero di assemblee, alcune delle quali, quelle che si terranno in aperta campagna o in case private avranno al massimo 25-30 elettori e saranno facilmente influenzabili e comprabili (veri e propri scambi di voti) dai delegati-advocates dei sei candidati repubblicani che alla luce del sole - durante le due ore di riunione e discussioni - faranno di tutto per avere quei 2-3 voti mancanti necessari per vincere l'assemblea. Ciò se il delegato non è stato abbastanza furbo e fortunato a recarsi all'assemblea-caucus con qualche parente in più, qualche amico o vicino convinto all'ultimo momento o con una mezza dozzina di studenti e pensionati convinti all'ultimo momento, offendo loro una cenetta, un biglietto per il cinema oltre al trasporto gratuito, in piccoli bus o auto private.

Questi caucus, elezioni strampalate, complicate e poco democratiche in quanto gli elettori (quel 41% di indecisi e di non politicizzati) possono essere facilmente comprati e convinti: dipende cosa si offre loro...