Clima, tensione al vertice L'Africa lascia il tavolo: Paesi ricchi sotto accusa

I Paesi in via di sviluppo
sospeso per alcune ore la partecipazione ai gruppi di lavoro
della Conferenza di Copenaghen

Copenaghen - I Paesi in via di sviluppo hanno sospeso per alcune ore la partecipazione ai gruppi di lavoro della Conferenza di Copenaghen sui mutamenti climatici. La ripresa dei lavori è avvenuta solo dopo aver avuto rassicurazione che sarà data maggiore enfasi a nuovi impegni nel solco del Protocollo di Kyoto. Il boicottaggio dei gruppi di lavoro era stato deciso questa mattina e alla protesta si erano associati anche gli altri Paesi in via di sviluppo del G77.

La ripresa dei valori La presidenza danese ha subito avviato contatti ed è riuscita a ricucire lo strappo, consumatosi a cinque giorni dall’arrivo venerdì prossimo dei leader di 120 Paesi per la fase negoziale conclusiva. I Paesi in via di sviluppo chiedono di dare priorità a un secondo periodo di impegno per i tagli delle emissioni di C02 previsti dal Protocollo di Kyoto rispetto alla più ampia discussione sugli obiettivi di lungo termine per la cooperazione nella lotta ai cambiamenti climatici. "L’Africa ha tirato il freno d’emergenza per evitare che il treno deragli nel fine settimana", ha commentato Jeremy Hobbs, direttore esecutivo di Oxfam International. Fonti occidentali hanno riferito che gli animi si sono accesi dopo "le crescenti tensioni tra americani e cinesi" emerse nella tavola rotonda di domenica con i ministri dell’Ambiente di 50 Paesi. Il timore è che si ripeta il fallimento del 2000 all’Aja, quando si consumò la rottura nella conferenza che avrebbe dovuto completare le regole di Kyoto.

Barroso: "Fate di più" Appello del presidente della Commissione Ue ai Paesi in via di sviluppo affinchè facciano "uno sforzo in più" durante i negoziati in corso a Copenaghen. "I Paesi in via di sviluppo, compresi quelli che sono già economie importanti, devono fare di più a Copenaghen", ha detto Josè Manuel Barroso oggi durante un incontro con il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono. Il presidente ha spiegato che "non è pensabile andare a Copenaghen, dove sono riuniti centinaia di leader mondiali, e dire che un accordo non è possibile". Per questo, serve uno sforzo maggiore: "La soluzione è chiedere a tutti di fare di più, e di andare oltre i propri limiti", ha aggiunto. "Diremo la stessa cosa anche alle grandi potenze", ha concluso Barroso. Questa mattina i Paesi in via di sviluppo hanno deciso di sospendere la partecipazione ai gruppi di lavoro della Conferenza di Copenaghen sui mutamenti climatici.