La clinica che cura i malati di videopoker

Francesco Guzzardi

Sono un centinaio le persone che, negli ultimi anni, si sono rivolti al Sert della nostra città, diretto dall'equipe del dottor Giorgio Schiappacasse, per cercare una via di uscita alla dipendenza da videopoker. A rischio matrimoni, amicizie e lavoro. Da quanto si è saputo, infatti, si tratta di persone che non riuscendo a delimitare il proprio interesse per il videopoker lasciano per strada il resto della propria esistenza, fino a consumare rapporti familiari e di amicizia o addirittura rischiare il posto di lavoro. Secondo Giorgio Schiappacasse, primario delle farmaco - tossicodipendenze e responsabile Sert dell'Asl 3 di Genova, la dipendenza da videopoker da un lato va estendendosi con la diffusione sempre maggiore di strumenti legalizzati per videogiocare, e dall'altro richiede lo sviluppo di una esperienza medica e psicologica per far fronte al nuovo fenomeno. Non è facile, dunque, per gli specialisti affrontare queste patologie.
«Sono casi in cui si confondono problematiche di dipendenza e di ordine psichiatrico, esordisce lo specialista, anche per questo l'approccio non è semplice. Il Sert può dare dei consigli a chi soffre di questa dipendenza trattandola come tutte le altre e indicando percorsi di prevenzione». I videopoker, ormai sono presenti ovunque e vengono presentati agli utenti come passatempo ludico, l'accessibilità che queste macchine infernali hanno, forniscono un modo eccessivamente agevole per sfuggire alla propria insoddisfacente realtà. E' di semplice intuizione che i soggetti maggiormente a rischio sono gli adolescenti, ma non solo, anzi. Secondo i dati del Sert, la dipendenza dai video poker è accertata quando il soggetto soddisfa almeno 4 dei seguenti criteri: 1) con l'aumentare delle giocate, il soggetto comincia a pianificare le future giocate ed escogita modi per procurarsi il denaro, 2) bisogno di spendere sempre più denaro per ottenere l'eccitamento desiderato, 3) irrequietezza e irritabilità, se si gioca meno o si tenta di smettere, 4) il soggetto mente in famiglia o con gli altri per nascondere il grado di coinvolgimento, 5) il soggetto compie azioni asociali (per esempio sottrarre tempo e denaro alla famiglia) per finanziare le giocate, 6) litiga coi genitori o la famiglia mettendo a rischio la scuola o il lavoro, 7) confida negli altri perché gli forniscano il denaro necessario per far fronte ad una situazione economica disperata.
Le macchinette mangiasoldi possiedono caratteristiche tali da farle rientrare nei fenomeni sociali di maggiore interesse e tutto, secondo l'esperto, è aumentato dal momento della loro legalizzazione. «Da quando sono aumentate le scommesse legali, sono aumentate le persone che si "ammalano" e si rovinano, prosegue Schiappacasse, da un pò di anni a questa parte siamo bombardati e assillati dalle facili vincite: lotto, superenalotto, bingo, gratta e vinci, lotto istantaneo, scommesse on line, totocalcio, totip, tris, martingalle e via discorrendo». Una delle persone aiutate dal dottor Schiappacasse si chiama Nicola, ha 43 anni e fa la guardia giurata, si è rivolto al Sert dopo avere dilapidato una dozzina di stipendi: «Ho iniziato per passare il tempo, 10 minuti il primo giorno, 20 il giorno dopo e quando mi sono accorto che stavo perdendo l'affetto di mia moglie e l'interesse verso i nostri due piccoli bambini, era passato più di un anno, per fortuna un amico mi ha parlato del Sert e piano piano ne sono uscito». L'enorme mole di denaro che queste macchinette producono, rischia di (...)
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