La clinica del «dottor Creso» dove si cura il mal di soldi

Un miliardario che fa la spesa nei discount e per colazione spende 9 cent

Massimo M. Veronese

Howard ha la faccia pallida, tirata. Non dorme da tre giorni ed è disperato. Maledice il destino che l'ha preso di mira. È un banchiere, ha appena concluso l’affare della sua vita, un affare da cinque milioni di dollari. E piange. «Pensavo di aver realizzato un sogno e invece sto da schifo, vorrei morire...».
Sarah invece dirige un’azienda di cosmetici. È una di quelle top manager che si vedono nei film: tacchi alti, gonna corta, occhiali scuri. Al successo ha sacrificato tutto, ha le borse sotto gli occhi, ma firmate. Ogni settimana spende millecinquecento dollari per acquistare cd di musica classica che nemmeno in tre vite riuscirebbe ad ascoltare mai: «Rinunciarci? La mia vita non avrebbe senso. Voi siete pazzi...».
Quello che sta peggio però è Norman. Ha trenta milioni di dollari investiti in Borsa, ma quello di cui va più fiero è di aver portato la spesa per la sua colazione a 9 cent. Si è abituato da anni a far la spesa al discount se capita al ristorante chiede da bere acqua di rubinetto. Non ha paura di quello che può scendere dal rubinetto, ha il terrore di finire sul lastrico. Ha sete solo di denaro.
C'è gente strana nella clinica del dottor Ron Gallen, New York city, gente malata. Malata di denaro. Avarizia cronica, ansia da shopping, debito-dipendenza. E spaventata a morte. L'America è diventata un ospedale da campo con milioni di caduti all'anno: quattro milioni di persone negli Usa sono finite in rovina negli ultimi dodici mesi, una ogni quaranta famiglie e ogni giorno cinque milioni di persone chiedono denaro in prestito per pagare il mutuo della casa. O per saldare i debiti. E l'epidemia ormai si sta espandendo anche in Europa.
Ron Gallen è un bell’uomo, sulla cinquantina. Non è né uno psicoterapeuta, né un consulente finanziario, ma un po’ tutt’e due: è un «Money doctor», il più celebre medico dei soldi al mondo. Ha fondato l’Istituto per la salute finanziaria di New York, scritto un libro, Money Trap, «La trappola dei soldi», diventato subito uno dei trenta libri più venduti d’America. Confessa di essere cresciuto innamorato del denaro e invidioso nei confronti di un fratello più ricco. Ricco è diventato anche lui: limousine, elicottero, bella vita. Poi come si fa con le droghe ha detto basta. Dice: «La gente ha sempre avuto problemi di soldi, ma mai come adesso. Gli anni Venti furono afflitti dall'alcolismo, gli anni Sessanta e Settanta dalla marijuana, gli anni Ottanta dalla cocaina e dai disordini alimentari. Ora è il denaro la nuova malattia. E in tempi incerti e difficili come questi gli ossessionati dai problemi economici si moltiplicano».
Ci sono giovani agenti di borsa inariditi dall'ossessione del successo che scambiano milioni di titoli al giorno ma sono angosciati dalla paura di finire a vendere Mc Donald's per strada a tre dollari l'ora. O piccoli risparmiatori che hanno messo tutti i propri soldi in Borsa e adesso hanno le palpitazioni a ogni scossone del listino. «O al contrario un mio cliente finanziere che odia a morte la vela ma che si è sentito in dovere di comprare uno yacht più grande di quello del collega». Colpisce tutti. Risparmiatori, investitori, affaristi. Per non parlare delle vittime di Wall Street o della new economy. Cominciano col dire «qui diventano tutti miliardari tranne me...». È l’inizio della fine.
Dopo l'11 settembre gli affari del dottor Gallen sono cresciuti a dismisura. Le preoccupazioni finanziarie alimentate dalla guerra e dal terrorismo stanno toccando duro i nervi della nazione. E poi ci sono i posti di lavoro che vanno in India e la concorrenza dei salari da fame cinesi. Spiega: «I disordini monetari sono la risposta al panico interiore e la richiesta di aiuto finanziario maschera angosce più profonde. L'undici settembre ha demolito l'illusione che con i soldi si possa comprare tutto e ora si sentono tutti spinti a fare qualcosa che prima non facevano per scongiurare il peggio». Come finirà non c’è dubbio: «Sopravvive chi sa perdere non chi sa vincere».
Parla di due tipologie opposte di malati: «Il bulimico vive assediato da fatture e creditori, compra di tutto e si circonda di oggetti inutili che non gli danno alcuna soddisfazione. L'anoressico invece spende meno di quello che può perché ha il terrore che il denaro che ha non sia mai abbastanza. Il trauma scatenante è lo stesso: aver desiderato qualcosa senza poterselo permettere». Ma non è questa la cosa più grave: «Il problema nasce quando i tuoi problemi finanziari influenzano tutti i tuoi rapporti sociali e le relazioni con gli altri».
Diagnosi finale: «Quello che manca è il benessere interiore. Da questo punto di vista gli americani non sono mai stati così poveri. Il terzo mondo ce l'hanno dentro». E si può guarire, dottore? «Certamente - ti fissa con uno strano sorriso -. Tutto è possibile...». Dipende sempre da quanto sei disposto a spendere...