Alla Clinica ortopedica l’inverno più gelido

ALLARME Manutenzione col contagocce per impianti da rivedere e infissi poco sicuri

Impianto elettrico non a norma, problemi di chiusura degli infissi delle finestre, pavimenti talmente vecchi da non poter essere ben puliti, rubinetti dell’acqua calda non funzionanti tanto da obbligare i pazienti a improvvisare un sistema per riscaldare l’acqua di tipo ottocentesco. Ma non è tutto: muri fatiscenti e impianto di riscaldamento ancora non attivo da oltre quattro mesi. La Clinica Ortopedica e Traumatologica del Policlinico Umberto I di piazzale Aldo Moro sembrerebbe far acqua da tutte le parti.
A sottolineare lo stato di disagio è il consigliere regionale della Lista Civica per il Lazio, Giuseppe Mariani, che in qualità di membro della Commissione Sanità della Pisana, ha effettuato un sopralluogo presso i locali della struttura in questione. Ricavandone un quadro decisamente a tinte fosche. I dettagli della vicenda sono tutti spiegati in un’interrogazione urgente a risposta scritta che il consigliere ha provveduto a presentare al Presidente della Giunta regionale. «Le luci dell’unità del malato risultano inoltre quasi tutte rotte e i campanelli spesso non funzionanti. I letti non sono elettrici e i supporti ortopedici, gli archetti, i pesi per la trazione, i telai sono ormai arrugginiti - incalza Mariani che in Consiglio regionale ricopre anche l’incarico di presidente della Commissione Lavoro e Politiche sociali - Risulta anche assai ridotto l’invio del materiale indispensabile per le medicazioni, per l’igiene e la cura dei pazienti mentre i farmaci vengono fatti portare da casa dai parenti di questi ultimi». E quando le sottolineature vengono da chi fa parte della stessa maggioranza che sostiene Marrazzo, acquistano ancora più credibilità e hanno maggior risalto. Il consigliere Mariani è un fiume in piena e accende i riflettori anche sulle carenze che riguardano tempi di attesa e personale: «I tempi di attesa per un ricovero sono estremamente lunghi e quelli per una visita ambulatoriale corrispondono a otto mesi circa. I pazienti, tra l’altro, per recarsi in radiologia devono passare all’esterno dell’edificio con il rischio di farsi ulteriormente male».
«A una costante carenza di infermieri e ausiliari corrisponde un numero in costante aumento di lavoratori precari e esternalizzati, non debitamente retribuiti per i quali è riservato un trattamento poco dignitoso, mentre si assiste ad un moltiplicarsi di dirigenti medici e non medici». Come se non bastasse, il decentramento della Clinica Ortopedica, rispetto al Policlinico, comporterebbe gravi disagi ai pazienti e a tutto il personale. Mariani conclude chiedendo a Marrazzo quali provvedimenti, nell’ambito del Piano di Rientro sanitario, intenda adottare per fronteggiare tale emergenza che avrebbe portato a «un crescente rischio di disumanizzazione dell’assistenza e dell’offerta di cure». «Appare necessario e inderogabile che tali provvedimenti vengano inseriti in una rete di controlli e verifiche serrate da parte della Regione sull’offerta assistenziale rapportata alle richieste di cura e riabilitazione». Di gatte da pelare il presidente della Giunta ne ha parecchie. A lui spetta la risposta più consona.