Clint canta l’epica del patriottismo

Alessandra Miccinesi

Il fratello che combatte accanto a te, e muore, è sinonimo di patria e libertà. La frase, retorica quanto basta a incorniciare un weekend dal sapore bellico, ha valenza sia nella ribellione del popolo irlandese, che nel 1920 combatté i mercenari inviati dalla Gran Bretagna per soffocare le smanie indipendentiste, sia nel terribile scontro del ’45 tra americani e giapponesi per il controllo di un’isola strategica del Pacifico, Jwo Jima: una battaglia consegnata ai posteri (e alla gloria) grazie alla mitica foto del reporter Joe Rosenthal che ritrae sei soldati nell’atto di issare la bandiera a stelle e strisce sul Monte Suribachi.
Questo weekend gli appassionati dei film di genere avranno pane per i loro denti. La ballata dolente di Ken Loach Il vento che accarezza l’erba scritta dal fido sceneggiatore Paul Laverty ha vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes, e racconta la storia di due fratelli di Cork - il medico idealista Damien (Cillian Murphy) e l’ex seminarista Teddy (Pàdraic Delaney) - leader della rivoluzione antibritannica. All’indomani della firma del trattato, che nel ’21 sancì l’indipendenza dell’Irlanda innescando una feroce guerra civile tra favorevoli e contrari a un protettorato inglese, Damien e Teddy diventano nemici di sangue (in 10 sale e in originale al Metropolitan).
Retorica nazionalista e profumo di Oscar per Flags of our father, epico film sulla Seconda Guerra mondiale diretto da Clint Eastwood. La pellicola racconta i retroscena della sanguinosa battaglia di Iwo Jima attraverso gli sguardi di un pugno di veterani (i tre marines sopravvissuti alla battaglia, e immortalati nella simbolica foto) spediti in patria per raccogliere fondi da destinare alla guerra. Aspettando di conoscere l’altra versione della Storia - quella di Red Sun Black Sand film che prende in esame il conflitto dal punto di vista nipponico - Eastwood si gode un primo momento di gloria (in 12 sale e in originale al Metropolitan).
Trend positivo per il cinema italiano che con L’amico di famiglia ritrova uno dei suoi autori di punta, Paolo Sorrentino, regista di una commedia dai toni grotteschi che svela quanto (ma soprattutto come) il potere legato al denaro può influenzare i rapporti umani. In una città dell’Agro Pontino dall’architettura metafisica, un laido usuraio (l’eccellente Giacomo Rizzo) subisce il fascino per una bella ragazza (Laura Chiatti). La nostalgia della giovinezza spingerà l’uomo a sacrificare la sua proverbiale prudenza per un ultimo brivido caldo (Doria, Eden, Quattro Fontane, Gulliver, Intrastevere, Cineland, Eurcine, Trianon, Ugc Parco Leonardo, Warner Parco Medici).