Clinton e il moralista, amici per corna

Newt Gingrich è stato il principale accusatore dell’ex presidente,
chiese l’impeachment per lo scandalo Lewinsky. Ora si scopre che la sera
i due diventavano compagnoni, uniti da un’unica passione: le relazioni
extraconiugali

Forse è solo ipocrisia, tipica del mondo politico. O forse prova soltanto l’imprevedibilità della natura umana. Di certo la notizia è clamorosa. Ricordate lo scandalo Lewinsky del ’98, meglio noto come Sexgate? La scappatella con una giovane stagista portò Bill Clinton sull’orlo dell’impeachment. Il mondo non parlava d’altro. E a guidare la campagna moralistica contro un presidente (democratico) troppo sensibile al fascino femminile, era Newt Gingrich, l’ideologo repubblicano che inventò il «contratto con l'America» e che presiedeva la Camera dei Deputati. Il peggior nemico di Bill, un accusatore implacabile. In teoria. In realtà un uomo che proprio in quei giorni divenne uno dei suoi migliori amici, unito dalla stessa passione, quella per le relazioni extraconiugali.

Parola di un repubblicano che conosceva bene Gingrich, Dick Armey, e a sua volta ex leader della Camera Bassa, che in un’intervista al settimanale cristiano World, ha svelato la vicenda. Fu proprio Clinton a scoprire, durante i primi mesi del Sexgate, che Gingrich aveva un’amante, di ben 23 anni più giovane di lui. Una sera lo invitò alla Casa Bianca. Probabilmente per ricattarlo. Gli disse: «So tutto, tu ed io siamo uguali». Ovvero: stai attento a quel che dici o spiffero tutto. Avrebbero potuto litigare, rompere, minacciarsi vicendevolmente. E invece l’incontro, di cui nessuno finora ha saputo nulla, si concluse nella maniera più improbabile. Con l’inizio di una grande, segretissima amicizia.

Gingrich, il quale, era felicemente spostato, in pubblicò non indietreggiò di un millimetro e continuò a denunciare le abitudini indegne e fedifraghe del Comandante supremo della Nazione. Clinton si difese strenuamente, ma non alluse mai alla vita parallela del suo implacabile inquisitore.

Di giorno, nemici. La sera, lontano dalle telecamere, complici come solo due uomini che condividono un segreto imbarazzante possono essere. Newt e Bill iniziarono a incontrarsi spesso. Si sedevano di fronte al caminetto, sorseggiando vino e fumando sigari di qualità. E parlando, a voce bassa. Di donne, delle rispettive avventure galanti. Si scambiavano battute, di cui non è difficile immaginare il tenore. Alcol e fumo, donne e sesso. Un classico. Newt divenne il confidente intimo di Bill, e viceversa.

All’alba tornavano a essere quelli di sempre. Tanto diversi, eppure, nell’intimità, così simili. Qual era il vero Bill e quale il vero Newt? Ah, saperlo. Di certo, con loro, il destino è stato beffardo. L’uomo che doveva cadere, Clinton, è rimasto alla Casa Bianca e con la stessa moglie, Hillary. Colui che aveva davanti a sé un grande futuro politico, Gingrich, si è dimesso dopo le elezioni di Mid Term del ’98, ha divorziato e ha sposato l’amante.

Non si sa quali siano, oggi, i rapporti tra i due ex nemici-amici, ma è probabile che siano eccellenti. Come capita in politica molto più spesso di quanto si immagini. Soprattutto negli Usa. Pochi sanno, ad esempio, che quasi tutti i ministri della Difesa e del Tesoro sono membri del Council on Foreign Relations, il quale è un rispettabile istituto di politica internazionale, ma anche la fucina delle élites politiche - e spesso anche economiche - degli Stati Uniti. Democratiche e repubblicane. Escono quasi tutti da lì, in posti di primissimo piano (si contano anche diversi presidenti), o come sherpa dietro le quinte. Politici, che, come Bill e Newt, di giorno litigano, ma la sera si ritrovano. A parlare. Non certo solo di donne.