Clinton Sull’Afghanistan segnali incoraggianti da Teheran

«Segnali promettenti» sono giunti da Teheran all’Aia, la città olandese dove ieri si è conclusa la conferenza internazionale sull’Afghanistan. Lo ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton al termine dei lavori. La responsabile della diplomazia di Washington ha inoltre riferito che l’inviato speciale Usa per l’Afghanistan e il Pakistan Richard Holbrooke ha incontrato all’Aia il viceministro iraniano Mohammed Mehdi Akhundzadeh: la Clinton ha spiegato ai giornalisti che l’incontro «non era stato programmato e non ha toccato temi di sostanza» ma che i due «hanno convenuto di tenersi in contatto», il che rappresenta comunque un risultato concreto visto che da trent’anni Stati Uniti e Iran non hanno relazioni diplomatiche e sono in pessimi rapporti. Hillary Clinton ha parlato di «cordiale scambio di vedute» tra Holbrooke e Akhundzadeh e ha detto che è stata colta l’occasione per consegnare una lettera che chiede «il rapido e sicuro ritorno a casa» di tre cittadini americani prigionieri in Iran.
Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha convenuto con la collega americana sull’importanza della giornata di ieri e in particolare sul fatto che ci sia finalmente «un punto di partenza per lavorare con l’Iran» e sulla strategia di un «onorevole percorso di riconciliazione in Afghanistan». Il capo della diplomazia italiana ha comunque insistito sulla necessità, in questo percorso, di «tracciare una netta linea di demarcazione fra i terroristi, che non sono recuperabili in nessun modo e le persone che combattono al fianco dei talebani non perché sono terroristi ma perché vi sono costretti» dal contesto in cui vivono. Un lavoro molto difficile, ha riconosciuto Frattini, perché «si dovrà cercare di individuare coloro che si uniscono alla guerriglia talebana perché impossibilitati a vivere altrimenti». In tal senso, secondo il titolare della Farnesina, risulterà molto importante il contributo dei sauditi.
Ieri all’Aia il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha affermato che il suo Paese è pronto a partecipare agli sforzi internazionali per risolvere il nodo afghano. Sarà necessario, ha detto, combinare misure socio-economiche con quelle antiterroristiche, e Mosca darà «molto volentieri» il suo contributo.