Clio Napolitano spegne le candeline e tira le orecchie al governo

Tanti auguri Clio dai bambini delle elementari che ieri, al genetliaco numero 75 della signora Napolitano, hanno intonato il coretto di auguri ma si sono beccati il pistolotto dalla... «zia». Sì, perché la moglie dal capo dello Stato, pur in un’occasione così festosa, e tutto sommato spensierata, ha trovato il modo di tessere la sua rampogna al governo, lei che è sempre stata sull’opposta barricata.
E passi per quel fervorino sulle fortune dei bambini che l’hanno festeggiata e ai quali lei ha scritto l’introduzione di un libro per ragazzi, edito dal «Battello a vapore» che contiene dieci racconti illustrati dal titolo «Non calpestate i nostri diritti».
«Se state leggendo queste pagine vuol dire che siete fortunati» ha detto lei alludendo alla preparazione avuta dai ragazzini, alle famiglie che hanno reso possibile questo grado di istruzione oltre che il tenore di vita soddisfacente. Insomma: pensate a quanti vostri coetanei meno fortunati abitano certe regioni del mondo. E Clio è sembrata a un certo punto vestirsi da nonnina buona, quella che invita a non lasciare nulla nel piatto perché c’è chi non ha da mangiare e avanzare cibo è un’offesa nei loro confronti.
Poi, quando meno te lo aspetti, ecco la stoccata al governo di centrodestra: «Sull’impegno verso i Paesi poveri, l’Italia è inadempiente. È necessario che gli Stati più ricchi si ricordino di quelli più poveri offrendo aiuti importanti ma finora non hanno fatto abbastanza. Nella riunione di luglio all’Aquila il nostro governo ha ribadito la promessa e c’è da sperare che la manterrà. Dobbiamo augurarci che in un periodo di crisi, anzi, che soprattutto in un periodo di crisi, non si dimentichino i più poveri. Con il tempo, la volontà e le politiche giuste, la povertà estrema si può sconfiggere».
Eccola Donna Clio, ultra settuagenaria in assetto da competizione, zia, forse nonna (per i bambini che l’hanno festeggiata), mai doma. Della serie: la lotta politica non va mai in pensione.