Clochard sprangato: le telecamere e una coppia vedono l’aggressore

Un solo uomo. Forse un altro clochard, forse no. In ogni caso per il momento semplicemente una sagoma sfuocata dalle riprese poco nitide delle telecamere. Una figura maschile che a breve potrebbe assumere una forma e un’identità ben precise grazie alla testimonianza determinante di una coppia di giovani, un ragazzo e una ragazza.
I carabinieri della compagnia Duomo, che indagano sull’aggressione e sul pestaggio di Alfredo M. - il senzatetto 65enne di origine colombiana trovato in fin di vita nella notte tra lunedì e martedì da un passante, in una cabina telefonica di piazzale Cantore dove il barbone si era rifugiato a dormire - dopo aver visionato tutti i filmati (molti dei quali, purtroppo, di bassa qualità) delle telecamere della zona, hanno lanciato un appello molto chiaro. «Cerchiamo una coppia di fidanzati passati a piedi intorno alle 2.30 della notte tra lunedì e martedì, davanti alla cabina telefonica dov’è avvenuta l’aggressione - hanno spiegato ieri mattina i militari nella sala stampa del comando provinciale dell’Arma di via della Moscova, chiedendo l’aiuto dei giornalisti -. Nei frame i due vengono ripresi, proprio un paio di minuti prima del fattaccio, diretti verso corso Genova. E nel tragitto incrociano sia la cabina telefonica dove in quel momento stava dormendo il barbone, sia il presunto responsabile del suo ferimento. Un uomo che, probabilmente, si era già appostato pronto ad agire nel momento in cui non ci fosse stato più nessuno in giro. Se ci aiuterà, naturalmente, a questa coppia verrà garantito l’anonimato. Quindi speriamo che chiamino presto il 112. Non solo loro ma chiunque abbia visto o sentito qualcosa».
Per questo gli investigatori si sbilanciano a esprimere un «cauto ottimismo» nello svolgimento delle indagini. E sottolineano che, sempre dalle immagini che ritraggono le fasi del ferimento nella cabina telefonica, seppur non chiaramente sembra emergere che si è trattato di un’aggressione e non di una colluttazione. Essendoci inoltre un solo feritore, si può completamente escludere l’ipotesi, balenata in un primo tempo, del raid razzista di un gruppo di fanatici.
Intanto il clochard si trova tuttora in prognosi riservata nel reparto di rianimazione del Policlinico dove, dopo l’intervento chirurgico subito martedì mattina, versa ancora in gravissime condizioni per la frattura scomposta del cranio e una fortissima emorragia cerebrale. L’uomo, infatti, era stato colpito dal suo aggressore al capo con un tubo di ferro, un palo della segnaletica divelto. Spranga che non sembra essere nelle mani dell’uomo ripreso dalle telecamere mentre picchia a sangue il povero 65enne.
Mentre per ora nessuna delle immagini prese in esame è stata divulgata i carabinieri, dopo aver setacciato l’area, continuano le ricerche per capire se il clochard, che in zona viene descritto da tutti come un tipo molto pacifico, avesse per caso litigato con qualcuno nei giorni scorsi.