Clonava bancomat, preso per caso

Il giovane hacker era specializzato in truffe bancarie

Stefano Vladovich

Trovano un portafogli smarrito, lo consegnano ai carabinieri. All’interno, oltre ai documenti, carte di credito e bancomat. Un colpo di fortuna per il distratto proprietario? Nient’affatto, visto che si tratta di carte clonate.
E così per un abile falsario romeno, considerato dagli inquirenti un vero mago dell’informatica, scattano le manette. Arresti per uno dei tanti, troppi romeni dediti alla clonazione dei codici bancomat.
In casa dell’immigrato, un appartamento in Aprilia che stava abbandonando in tutta fretta, è stato rinvenuto materiale informatico per «dirottare» in tutta Europa una miriade di codici segreti digitati agli sportelli da ignari clienti, programmi per rielaborare i dati rubati, migliaia di codici pronti all’uso.
Finisce così la breve ma lucrosa permanenza in Italia di B.S., romeno di venticinque anni, considerato dagli specialisti dell’Arma un hacker fra i più esperti di truffe bancarie.
Il giovane, alla testa di una potente organizzazione criminale che agisce in provincia di Roma, piazza microtelecamere e skimmer (scanner per dati elettronici) negli istituti bancari pontini. In casa, poi, realizza un laboratorio per l’elaborazione di password e dati piratati da centinaia di conti correnti.
Quanto basta per ricreare carte valide a tutti gli effetti per acquisiti d’ogni genere. Piccoli importi, tanto per non insospettire i malcapitati ed evitare la galera.
Ma il destino, a volte, si fa beffe anche di quelli che pensano di essere più furbi del prossimo. E infatti lo straniero commette il grave errore di utilizzare una carta duplicata per comperare un paio di jeans.
Nella confusione di un centro commerciale, il portafogli, assieme al suo passaporto, cade a terra. Ai carabinieri della compagnia di Pomezia, ricevuti i documenti, il compito di rintracciare il proprietario.
Ma i nomi sulle carte non sono gli stessi. Non solo. L’identità sulla patente non corrisponde a quella sugli altri documenti nonostante le foto siano identiche. Le indagini portano i militari a un bilocale in zona Fossignano, Aprilia. All’interno dell’appartamento, lo straniero, indaffarato a impacchettare i suoi effetti personali in attesa di una ditta di traslochi.
«Aveva fiutato qualcosa - raccontano i carabinieri di via Roma - e deciso a tagliare la corda prima possibile».
Nell’abitazione del romeno è stato trovato tutto il necessario per creare bancomat fittizi da applicare all’esterno delle banche in modo da «catturare» i codici pin da abbinare alle carte clonate, documenti falsi «validi» per l’espatrio, carte pronte all’uso, seimila euro in contanti, un personal computer con software per la decodificazione e la memorizzazione dei codici di accesso, cd contenenti migliaia di codici bancari da trasmettere, batterie di ricarica.