Clooney, De Niro e Pesci interrogati dai federali

Massimo Bertarelli

A frequentare certi brutti ceffi, sia pure nella finzione cinematografica, si rischia di finir male. Ma George Clooney, Robert De Niro e Joe Pesci che sul set hanno spesso e volentieri incocciato in personaggi chiacchierati, quando non sono stati loro stessi a interpretarli (vedi Quei bravi ragazzi), forse non avrebbero mai immaginato di essere interrogati dagli agenti federali per l’amicizia, pericolosa, con un gangster. Il poco raccomandabile tipo si chiama Joe Rizzolo, un nome, manco a dirlo, di origini italiane, finito sotto inchiesta a Las Vegas per attività sospette legate al racket del suo strip club, il «Crazy Horse Too».
E qui i collegamenti tra realtà e messinscena diventano improvvisamente strettissimi. Perché se per le due star più popolari, ovvero De Niro e Clooney, si tratterebbe di conoscenza puramente occasionale (l’avrebbero incontrato l’uno durante le riprese di Casino e l’altro sul set di Ocean’s Eleven) Joe Pesci sarebbe rimasto amico di Rizzolo, indagato per legami con il crimine organizzato ed evasione fiscale in pieno stile Al Capone, anche dopo l’uscita di Casino. Non solo, il minuscolo attore avrebbe basato il suo personaggio, il killer patentato Nicky Santoro, su un assiduo cliente del locale, il mafioso di lungo corso Joe Spilotro.
In mezzo a tante supposizioni in attesa di verifica, come in un film poliziesco, si moltiplicano le voci anonime. Una delle quali ha sussurrato al New York Daily Times che a Pesci sono state rivolte molte domande sul Crazy Horse. «Hanno cercato di innervosire gli amici famosi del mio cliente - tuona Tony Sgo, legale di Rizzolo - solo per spingerli a mettere termine a quel legame. Insinuare che uno di quegli amici sappia qualcosa al riguardo del Crazy Horse è assurdo». Un ragionamento che fa molte grinze e involontariamente (?) rende un cattivo servizio ai tre divi.
I quali comunque con i casinò hanno troppi agganci. Non solo professionali. Mentre De Niro e Pesci si sono limitati a menar le mani (eufemismo) sul set del film di Scorsese, il recidivo George Clooney, dopo aver svaligiato una casa da gioco prima in Ocean’s Eleven e poi in Ocean’s Twelve, ne vuole costruirne una a Las Vegas. Allora è un vizio.