Clooney «faccendiere» in vetta alla classifica

Il genere legale non passa mai di moda, specie se a dar volto all’avvocato di turno è il sempre affascinante George Clooney che, in Michael Clayton, si ritrova «faccendiere» in uno studio legale, costretto a fare una sorta di lavoro sporco per togliere dai guai facoltosi clienti. Il tutto fino a quando un collega di lavoro ha una crisi di coscienza innescando una serie di avvenimenti che toccheranno, in prima persona, anche il buon George. Un film che si lascia vedere e per il quale non sarete pentiti per gli euro spesi, nonostante delle evidenti incongruenze.
Cemento armato cerca di sfruttare la popolarità degli attori principali di Notte prima degli esami, creando le premesse per una sorta di thriller metropolitano nel quale ritroviamo Vaporidis che, sciagurato lui, decide di rompere lo specchietto sbagliato suscitando la voglia di vendetta del boss di turno, un poco convincente Faletti. Il tutto, lascia il tempo che trova perché man mano che si dipana la trama (che, va detto, non annoia mai) si viene immersi in una realtà banalizzata, fuori registro, con personaggi decisamente sopra le righe (fatta eccezione per quello impersonato dalla brava Crescentini) e frasi-sentenza da cioccolatino.
I pinguini, cinematograficamente parlando, tirano sempre. Dopo averli visti marciare e ballare, li troviamo ora impegnati a surfare in Surf’s up - i re delle onde il cartoon Sony che, come un finto documentario, segue le imprese del giovane Cody Maverick. Come accade ormai puntualmente negli ultimi film di animazione, il titolo è divertente ma sembra strizzare l’occhio più agli adulti in sala che non ai bambini al seguito.
In una New York cupa, claustro/fobica, angosciante, si muove la Jodie Foster de Il buio nell’anima, il thriller firmato da Neil Jordan. Nei panni di una conduttrice radiofonica, Jodie vede strappato di mano, in una tragica notte, ciò che aveva di più caro; durante una rapina, infatti, lei finisce in coma e il suo fidanzato viene ucciso. La polizia brancola e alla rediviva non resta che vestire i panni, al femminile, di giustiziera della notte e vagare, tra le strade della Grande Mela, pistola alla mano, come angelo sterminatore di ciò che è male e impunito. Troppa carne al fuoco finisce per rallentare l’azione del pur bravo Jordan, nonostante una Foster convincente. Certo che quel finale assolutorio, dove il fine (illegale) giustifica i mezzi, potevano anche risparmiarcelo, vanificando, in un certo senso, l’impianto filosifico di quello che resta un buon film.
In Un’impresa da Dio, sequel del più riuscito Una settimana da Dio, ritroviamo il giornalista televisivo Evan Baxter (Steve Carrell), che è stato eletto nel Congresso Usa. Tutto sembra, quindi, procedere per il meglio ma, un giorno (come accadde, nel primo film, al più divertente Jim Carrey) Dio in persona (sempre un simpatico Morgan Freeman) gli affida un compito che fa a pugni con la sua nuova carica: costruire la nuova «Arca», esattamente come fece Noè. Da questo momento, si susseguono le gag, raramente efficaci, giocate molto sulla mimica di un Carrell che perde, alla grande, il confronto, virtuale, con Carrey. Il «meglio», tutto sommato, lo si può gustare nei titoli di coda di un film dove la vera «impresa da Dio» è strappare una risata e che ti fa correre, in edicola, a comprare Aggiungi un posto a tavola.
Un funerale fuori dagli schemi consueti è al centro di Funeral Party, la commedia molto british di Frank Oz osannata, decisamente a dismisura, in quel di Locarno. È innegabile che molte situazioni siano buffe ma, onestamente, sono gli ultimi 20 minuti quelli veramente spassosi mentre per il resto, se non è corretto parlare di noia, si può affermare che la sarabanda di personaggi fatta entrare in scena non giovi ad un film costruito su un ritmo eccessivamente vorticoso. Gli interpreti, ai più sconosciuti, sono molto bravi ma a «guastare» sono le eccessive volgarità, le battute grasse, quasi da commedia liceale americana, che, in ogni caso, strappano risate in sala.
I film più visti a Genova dall’1 al 7 ottobre 2007: 1) I Simpson; 2) Michael Clayton; 3) Hairspray; 4) Un’impresa da Dio; 5) Shrek Terzo; 6) Funeral PartY, 7) Il buio nell’anima; 8) Surf’s Up; 9) La ragazza del lago; 10) Rush Hour 3.
maurizio.acerbi@ilgiornale.it