Clooney, Tornatore e Pieraccioni I grandi film in arrivo in autunno

La Medusa manda al Festival di Venezia «Michael Clayton» e «Il dolce e l’amaro». In listino anche Avati, Virzì e Argento

da Roma

«Siamo primi e intendiamo rafforzare sempre più il nostro primato». Carlo Rossella, neopresidente di Medusa, debutta così, con piglio aziendalistico, nella società del cinema. Fotografato come una star nel suo completo blu con cravatta violacea, l'ex direttore del Tg5 sembra un pizzico emozionato nel presentare il listino 2007-2008 della casa cinematografica appena acquisita da Mediaset. Infatti confessa: «Scusate, sono cose di cui non ho mai parlato in vita mia». Accanto a lui, Giampaolo Letta e Giuliano Adreani, rispettivamente amministratore delegato di Medusa e Mediaset. E c'è subito una notizia. Michael Clayton, il legal-thriller di Tony Gilroy interpretato da George Clooney, sarà alla Mostra di Venezia, tra gli eventi speciali. L'annuncio viene accolto senza drammi dal direttore della Mostra, Marco Müller. L'anno scorso, è vero, ci fu un po’ di burrasca tra veneziani e medusiani per l'esclusione del film di Roberto Andò, adesso nessuno ha voglia di rievocare l'episodio. Scandisce Letta: «Certo accettammo con dispiacere quel verdetto. Ma è tutto superato. Andremo a Venezia perché, senza nulla togliere a Roma e Torino, resta il festival più importante. È un onore e un dovere lavorare con loro». Pace fatta, dunque. Anche perché è probabile che sia targato Medusa anche uno dei tre titoli italiani in concorso, ossia Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati, con Luigi Lo Cascio nei panni di un giovane palermitano che finisce arruolato nei ranghi di Cosa Nostra.
Spira un'aria di comprensibile soddisfazione alla Casina Valadier, per la presentazione del listino. Annota Letta: «Giocando coi numeri abbiamo visto che dal 1996 a oggi siamo i primi, con una quota di mercato del 15 per cento e un incasso totale di quasi 800 milioni di euro». Per l'occasione s'è riunita una folta rappresentanza di cinema italiano, da Laura Chiatti a Elio Germano, da Ficarra & Picone a Francesca Neri, e poi Paolo Virzì, Giuseppe Tornatore, Ferzan Ozpetek, Gabriele Muccino, Roberto Faenza, Lino Banfi. Ma si comincia dal cinema americano, quello dei grandi numeri. E ce n'è davvero per tutti i gusti.
Da oltreoceano, per dirne alcuni, arrivano Planet Terror di Robert Rodriguez, seconda parte di quel Grindhouse escogitato da Tarantino; Next di Lee Tamahori con Nicolas Cage e Julianne Moore, fantascienza ravvicinata in salsa Philip K. Dick; 3:10 to Yuma di James Mangold con Russell Crowe e Christian Bale, remake del western Quel treno per Yuma; What just happened? di Barry Levinson con un cast stellare composto da Robert De Niro, Sean Penn, John Turturro e Bruce Willis, insieme per raccontare una storia ambientata nel mondo del cinema. E poi George Clooney e Brad Pitt nella commedia nera dei fratelli Coen Burn after reading, Julia Roberts e Willem Dafoe in Fireflies in the garden, Keira Knightley in Seta di François Girard dal romanzo di Baricco.
«Mi sento come un cliente che va al ristorante e trova i suoi piatti preferiti», confessa Rossella. Il listino l'ha trovato bell'e pronto, il suo contributo si farà sentire strada facendo. «Intanto mi sto rivedendo tanta commedia italiana degli anni Sessanta. Vorrei trovare un nuovo Flaiano capace di scrivere e sorridere sulla nostra società», spiega. Mentre Adreani precisa: «Il nostro scopo non è legare il cinema agli interessi televisivi. Ci sono tante altre piattaforme da sfruttare. Vogliamo fare di Medusa un presidio di contenuti, per questo abbiamo intenzione di investire sempre di più». Sono circa 90 milioni di euro per il biennio 2007-2008, di cui quasi 60 concentrati sul cinema italiano. Anche qui la scelta, sulla carta, risulta variegata. Di Porporati s'è detto. Ecco, allora, La terza madre di Dario Argento; Come tu mi vuoi di Volfango De Biasi, che rimette insieme la coppia di Notte prima degli esami Nicolas Vaporidis-Cristiana Capotondi; Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini; soprattutto Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni, che sarà la commedia di Natale. Inoltre: il debutto alla regia di Fabrizio Bentivoglio con Lascia perdere Johnny, Baarìa di Giuseppe Tornatore, Il papà di Giovanna di Pupi Avati, un nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, uno di Ficarra & Picone. Più due acquisizioni in extremis: Scusa se ti chiamo amore di Federico Moccia e Il mattino ha l'oro in bocca di Francesco Patierno con Elio Germano. Manca all'appello solo Salvatores, passato alla concorrenza di Raicinema. «Ci dispiace, ma sono sicuro che in futuro lavoreremo di nuovo insieme», assicura Letta, riconfermando i buoni rapporti con Bertolucci, gran guru antiberlusconiano dei Centoautori.