IL CLUB DEI PICCOLI CAPI

E così Follini manda a dire a Berlusconi che di leader in Italia, ringraziando Iddio, ne abbiamo a bizzeffe e che non c’è che l’imbarazzo della scelta. Quando questo segretario dell’Udc torna su questo argomento che gli sta evidentemente a cuore, noi ci chiediamo senza peli sulla lingua se c’è o ci fa e se ci fa. E se ci fa, qual è il gioco che fa. Ma prima di cimentarci nella risposta, una noterella geografica. Telese, vi dice nulla questo nome? Se sì, già sapete e già avete già connesso, se non lo sapete ve lo ricordiamo noi: Telese è una bellissima stazione termale nel demanio e nel dominio politico di Clemente Mastella, dove annualmente si svolgono gli incontri politici di fine agosto, appena si chiude Rimini. L’Italia è fatta così. E non si va a parlare a Telese per caso. A Telese ci si va per far sapere che si sta attivamente dialogando con un segmento del campo avverso.
I nostri lettori sanno che chi scrive è un maniaco del bipolarismo, bipartitismo o come volete chiamarlo, perché soltanto una scelta chiara e netta permette ai cittadini di usare la democrazia come un’agenzia di collocamento per assumere e licenziare governi. Riteniamo anche che chi non la pensa così si nasconde dietro cortine di fumo, ma alla fine deve mettere le carte in tavola e dire quel che vuole: riprendersi la libertà di fare e disfare quel che gli pare e piace nel gioco teatrale della politica politicante, e questa libertà da guerra corsara la chiama centrismo.
Dunque Follini è andato a Telese da Mastella a spiegare che il centro-destra è pieno di leader potenziali. Benissimo, si tratta di una questione teorica ma anche pratica che riassumiamo in una raccomandazione: Follini ci faccia la cortesia di farceli sapere anche a noi, tutti questi nomi di potenziali leader e candidati primi ministri, e di darceli per favore già testati da almeno due tra i migliori istituti di sondaggio. Ma poiché i sondaggi costano soldi, ci permettiamo di comunicargli fin da adesso che nessuno, a cominciare proprio da lui Follini, fino a tutti gli altri segretari e leader, ha la più pallida possibilità di raggranellare più di un terzo, ad essere ottimisti, dell’intero elettorato.
Ma questo dato empirico, fisico, di puro ritorno al principio di realtà, è noto e arcinoto a Marco Follini e a ogni altro eminente della coalizione. Lui lo sa perfettamente come lo sappiamo noi. E allora ci chiediamo e chiediamo per la seconda volta a Follini se punta a far perdere il centro-destra deliberatamente, allo scopo, dopo la caduta e la vittoria delle sinistre, di liberarsi dal giogo berlusconiano e concorrere con Mastella, magari Rutelli e blocchi della vecchia Dc a creare la nuova Dc intesa come un oggetto politico pronto ad allearsi con chiunque, secondo le convenienze.
Ce lo dica, ma prima che la campagna elettorale cominci sul serio: Follini si candida dimostrando che può vincere il 50 virgola uno per cento degli italiani? Vuole candidare Casini, lo dica. Vuole candidare Fini, Bossi? Si faccia uscire le parole dalla bocca, basta con la timidezza.
Quando Berlusconi ha detto, due giorni fa, che per lui candidarsi alla guida del Paese è un sacrificio e che lo fa per spirito di servizio, Follini ha ironizzato dicendo che se lo poteva anche risparmiare. Lo pensa sul serio? Sarebbe arrivato il suo partito al governo, senza Berlusconi? Non ci faccia stare in pensiero e lo dica non soltanto a Clemente Mastella. Nota personale: fu a Telese, proprio sotto l’ospitalità di Mastella che vidi nascere il governo D’Alema-Cossiga. Sono terme feconde quelle di Telese, e questo aumenta la nostra curiosità. Ringraziamo in anticipo il segretario dell’Udc perché saprà ben rispondere al nostro legittimo quesito.
p.guzzanti@mclink.it