ClubMed vuole altri cinque villaggi in Italia

da Milano

Superati gli anni difficili, ClubMed si concentra sugli investimenti e rivede il proprio target di clientela, puntando sulle fasce a più alto reddito. «L’esercizio chiuso lo scorso ottobre è stato il primo in crescita dopo quattro anni durissimi per tutti il settore del turismo - spiega l’amministratore delegato di ClubMed Italia, Giorgio Palmucci - e ora guardiamo a una nuova fase di espansione. L’Italia, terzo Paese per numero di clienti, è considerata ad alta potenzialità di crescita, con la prospettiva di passare in tre anni da 85mila a 200mila clienti». L’Italia è un Paese doppiamente strategico: «Dal punto di vista del mercato - spiega Palmucci - il target di clientela che abbiamo individuato, con un reddito elevato, rappresenta un bacino di un milione di persone. Dal punto di vista degli investimenti, l’Italia offre ancora coste belle a un costo accettabile: cosa che, per esempio, in Spagna non esiste più. Il problema italiano, piuttosto, è lo svantaggio competitivo provocato dalla burocrazia».
Il mix di clientela internazionale (150mila persone) che frequenta gli otto villaggi italiani (12mila posti letto) permette anche «di utilizzare le strutture per un arco più lungo di tempo rispetto alla sola clientela nazionale». Per questo due dei villaggi di maggior tradizione, a Cefalù (Sicilia) e a Caprera, sono attualmente oggetto di una profonda ristrutturazione: «Stiamo investendo circa 50 milioni di euro ciascuno, portandoli al massimo livello di qualità, che nei nostri simboli è rappresentato da quattro “tridenti”». Nell’arco di tre anni lo sviluppo procederà a marce forzate: «Contiamo di aumentare la nostra capacità con altri quattro-cinque villaggi, al mare e in montagna».
Uno dei fattori che spinge questi programmi è la domanda asiatica: «Nell’arco del 2007 prevediamo di ospitare 100mila clienti di lingua cinese, provenienti da Cina, Taiwan, Singapore e Hong Kong, e le prospettive sono di una loro continua crescita». Palmucci, sottolineando gli elevati standard dell’ospitalità, osserva: «Siamo attenti alla multietnicità, rispettando costumi e abitudini dei vari popoli, e il nostro impegno è far convivere, nella più tipica convivialità, culture diverse: giapponesi, coreani e cinesi, palestinesi e israeliani, croati e serbi, buddisti e indù».
ClubMed, 1,68 miliardi di ricavi, è una società ad azionariato diffuso guidata da un patto di sindacato di cui fanno parte Accor (6%), Air France (2%), Icade (4%), Cdg Maroc (10%) e Rolaco (4,7%). La quota maggiore (26%) appartiene al fondo Richelieu finance, investitore finanziario che non esprime consiglieri. Presenti con l’1,5% le Assicurazioni Generali.