Dalla Cnn il nuovo conduttore di Matrix E' Vinci, l'ex stagista che parla russo

Guiderà il programma dal 24 febbraio dopo la pausa, già prevista, per Sanremo. Al suo fianco Alessandro Banfi, vicedirettore di <em>Videonews</em>. Il Cdr ha annullato la giornata di sciopero prevista per oggi

Vinci chi? I bookmaker del dopo-Mentana lo avrebbero pagato 50 a 1. Ma nessuno, se non qualcuno a Mediaset (e forse già da qualche giorno), ci avrebbe mai scommesso. Dalla Cnn a Canale 5, quanto a popolarità in Italia, il passo è chilometrico. A parte qualche ospitata - proprio a Matrix qualche mese fa, un paio di volte a SkyTg24, un’altra nel Tg1 di Riotta, sempre su cose americane -, Alessio Vinci è un volto nuovo per i telespettatori. Esce dal cilindro dei vertici Mediaset, spiazzando chi da una settimana si arrovellava su nomi e ipotesi varie (un conduttore, una staffetta di conduttori, uno interno Mediaset, uno esterno, uno senza esperienza tv etc). Vinci però non viene dal nulla, ha alle sue spalle un curriculum importante, anche se tarato più sull’estero che sulle faccende di casa nostra.

Quarant’anni, ha cominciato come stagista ad Atlanta (gratis), le sede centrale della Cnn, nel 1989. Fu lui uno dei reporter con cui si collegò il primissimo Studio Aperto diretto da Emilio Fede (che sia lui il segreto mentore di Vinci dentro Mediaset?) durante la prima Guerra del Golfo, 1991. Dalla capitale della Georgia il giovane Vinci, unico italiano della Cnn, dava notizia dell’invasione del Kuwait al primo tg di Mediaset, che si impose proprio grazie alla tempestività (il primo in assoluto) nel raccontare la guerra degli Usa contro Saddam Hussein.

Poi, per la Cnn Vinci ha fatto il percorso da inviato, seguendo diversi fronti di guerra. Nel 1996 viene trasferito alla redazione di Berlino, dove continua a seguire la Russia e gli avvenimenti in Europa, i viaggi diplomatici di Bill Clinton in Cina e Corea del Sud, e poi i Balcani. Tre anni dopo, alla vigilia della guerra in Kosovo, Vinci si dirige a Belgrado. Qui arriva la sua grande occasione: «Era ormai evidente che sarebbe scoppiata una guerra e se fossi andato via dalla Serbia non sarei più riuscito a rientrare. Così ho convinto la Cnn ad aprire un ufficio di corrispondenza. Una scelta vincente», che gli frutta un premio giornalistico americano (vincerà poi anche il Premio Cutuli).
Una gavetta che alla Cnn sono soliti premiare con la direzione di un ufficio estero, quello italiano (a Roma) nel caso del nuovo conduttore di Matrix. Italia che poi, per il pubblico americano, significa soprattutto il Vaticano e i grandi eventi politici, non certo la polemica politica quotidiana come viene trattata dai tg e dagli approfondimenti della seconda serata. E sarà questa, probabilmente, la sfida più impegnativa per l’«americano» Vinci.

Il quale peraltro non è nato né in America né in Italia, ma in Lussemburgo, perché il padre all’epoca lavorava lì, come segretario generale del Parlamento europeo. Il suo punto di forza sono sempre state le lingue: parla inglese, francese, tedesco e russo. Fu per quello che la Cnn lo prese nella redazione Esteri, dopo un breve passaggio alle notizie sportive. Passione vecchia: «Già da bambino volevo fare il giornalista. A otto-dieci anni, a scuola in Lussemburgo, fondai un giornale, l’Eurald Tribune, una parodia dell’Herald tribune» ha raccontato Vinci a Stefano Lorenzetto, che quando gli chiese se avrebbe accettato di lavorare per un tg italiano si sentì rispondere: «Lavorerei per chiunque mi desse la possibilità di seguire storie interessanti e avesse soldi per farmi viaggiare». Indole da inviato puro, che adesso però dovrà vestire i panni del conduttore fermo nel suo studio.

Si descrive come un perfetto work-addicted, un malato di lavoro. «La mia dote è la voglia di lavorare. Ma tanta, tanta, tanta» ha detto, dicendo di aver sacrificato la vita privata al lavoro (un matrimonio andato a monte). E raccontando di quella diretta di 60 ore da Belgrado, interrotta solo per la pipì...