Dal Cnr alla canonica, il sacerdote ingegnere cura cinque parrocchie

Inutile nascondere che stiamo vivendo un momento storico politico e sociale che negli ultimi vent'anni ha visto cambiare profondamente valori ed abitudini della civiltà mondiale. Tra gli aspetti che maggiormente accusano un periodo di «crisi», e non centra l'economia, c'è sicuramente quello religioso. Ci sono però storie di vocazioni che urlano fuori dal coro, come quella di Don Lorenzo Nanni parroco di Davagna, Rosso, Calvari, Marsiglia e Moranego e «senza dimenticare - aggiunge il don - il Santuario di Nostra Signore delle Vittorie di Scoffera». Lorenzo Nanni, si laurea nel 1992 in Ingegneria, conduce una vita normale tra amici e fidanzata, e comincia a lavorare all'Università ed al Cnr attraverso il Dottorato di ricerca. Poi nel 1998 succede qualcosa. «Arrivato ad un certo punto della vita, però - spiega Don Lorenzo Nanni - ho capito che non potevo più giocare a nascondino con il Signore ed ho deciso di entrare in seminario. Fin da ragazzo sentivo e pensavo a quest'idea, ma devo essere sincero che ogni volta cercavo di allontanarla e di non pensarci, anche se nella mia gioventù ho avuto due preti di riferimento come Don Agostino Dellepiane e Don Renzo Ghiglione che mi hanno insegnato molto ed adesso provo a mettere in pratica i loro insegnamenti».
Non è facile passare dal lavoro in ufficio ad occuparsi di ben cinque parrocchie e dei parrocchiani, ma Don Lorenzo assicura che «ero arrivato ad un certo punto dove ho sentito il forte desiderio di approfondire questa strada per donare la mia vita agli altri, che siano bambini o anziani, credenti o non credenti». Un prete giovane, merce rara per la Chiesa del nuovo Millennio che deve affrontare nuove e vecchie sfide, come quella dell'assenteismo dei giovani. Don Lorenzo ha però avuto alcuni riscontri positivi proprio da persone che non frequentano abitualmente la vita parrocchiale. «Sono due anni che seguo alcuni cacciatori della zona nelle battute di caccia al cinghiale - racconta il parroco - ed alla cena di chiusura mi hanno promesso che sarebbero venuti alla Messa di mezzanotte alla vigilia di Natale. La promessa è stata mantenuta è mi ha fatto molto piacere, tanto che anche quando ho raccontato l'episodio al Cardinale Angelo Bagnasco, l'ha citato in seguito come una cosa bella e segno di speranza verso il Signore».
Per fortuna che esistono ancora persone che mettono la loro vita a disposizione degli altri, che come afferma Don Lorenzo Nanni «cerco di vivere e di essere una persona di comunione».