«Cobianchi al Duomo: salvato il salvabile»

Un vincolo, due diurni. Una regola, due risultati diversi. Provare per credere: basta andare a visitare il diurno di piazza Duomo, che attualmente ospita gli uffici dell’Atp, ufficio per le informazioni turistiche della Provincia e andare a sbirciare dietro i cancelli di quello di porta Venezia. Il primo, anche se sottoposto a vincolo, è stato snaturato, fin dal suo ingresso, il secondo è in degrado. «Abbiamo dovuto adattare il Cobianchi di Duomo alle esigenze degli uffici dell’Atp per rispettare le condizioni di sicurezza imposte per legge - risponde Alberto Artioli, sovrintendente per i Beni architettonici della Lombardia. Hanno anche criticato i “lucernari“ ma, anche in questo caso, non si può pensare che le persone lavorino sottoterra per 8 ore al giorno senza luce naturale. Abbiamo conservato il conservabile». Peccato, visto che l’ex diurno di piazza Duomo, il primo della catena Cobianchi in Italia, costruito nel 1924, rappresentava uno dei rari esempi di liberty, con tanto di arredamenti originali abbandonati e in parte rubati nel 1999.
Sono cadute nel vuoto anche gli appelli di Michele Sacerdoti, allora membro delle commissioni edilizie di zona 2 e 3 alla sovrintendenza perchè rivedesse il progetto. Diversa la sorte e il trattamento del Cobianchi di piazzale Oberdan, anche lui vincolato dalla stessa sovrintendenza, con un vincolo che - dicono dalla Provincia - impedisce qualsiasi intervento. «Eppure il vincolo è lo stesso» si difende Artioli. Tant’è che l’ex Diurno di porta Venezia giace in uno stato di completo abbandono, che sembra destinato a perdurare nel tempo. Nell’ombra, in superficie rimane solo la tettoia dell’ingresso arrugginita, chissà per quanto ancora.