Cobra Hearns in galera, ha preso a pugni il figlio

Il ragazzino (13 anni) salvato dalla telefonata di un vicino. L’ex campione arrestato, poi liberato su cauzione. In luglio era tornato sul ring a 46 anni

da Detroit

Alla fine il vicino non ce l’ha più fatta. Troppe grida, troppo rumore di vetri spaccati, di bicchieri per terra e poi c’era di mezzo quel ragazzino di tredici anni e poi c’è di mezzo suo padre che di muscoli ne ha tanti e che della boxe è stato un grande. Alla fine quel vicino ha alzato la cornetta e digitato i numeri della polizia locale: «Venite, qui sta succedendo di tutto, qui qualcuno sta picchiando un bambino... venite, l’indirizzo è questo...». E gli agenti sono arrivati. Durante il tragitto i primi dubbi perché la via era quella e il civico anche, perché il padrone di casa è un po’ un’istituzione nella Detroit dei motori per cui tutti lo conoscono.
È stato arrestato così l'ex pluricampione del mondo di pugilato Thomas Hearns (vincitore in 5 categorie diverse), tra lo stupore suo, del figlio ancora ragazzino e degli stessi poliziotti. Gli agenti non hanno potuto chiudere un occhio davanti alla celebrità perché la celebrità aveva appena finito di picchiare il figlio. Successivamente, il 47enne ex campione è stato rilasciato su cauzione, dopo il pagamento di diecimila dollari. Il giudice Eugene Friedman ha ordinato che non abbia contatti con il figlio. Il processo all'ex campione del mondo Wba, Wbc e Wbu in categorie che vanno dai welters ai massimi leggeri è stato fissato per venerdì.
E dire che proprio un figlio, quello grande però, Ronald, 26 anni, nel luglio scorso aveva spinto il padre a tornare sul ring alla bella età di 46 anni. Non che glielo avesse imposto a parole, semplicemente intraprendendo la stessa carriera del padre aveva finito con lo spingere il genitore nel baratro dei ricordi. È successo così che “The motor city Cobra”, come lo avevano soprannominato ai bei tempi, si è fatto venire l’acquolina in bocca pensando a quando aveva battuto gente del calibro di Pipino Cuevas, Wilfredo Benitez, Roberto Duran, Virgil Hill, ma forse dimenticando l’età e le sconfitte subite da altra gente come Hagler, Leonard, Barkley.
Fatto sta che sul ring di Detroit, nella stessa riunione in cui combatteva il figlio, ha pure vinto contro un tal John Long, per la verità un signor nessuno: «Questo è solo l’inizio - ha detto - voglio combattere ancora a lungo, mi bastano ancora tre match...». Uno l’ha perso contro il figlio tredicenne, l’altro lo perderà contro il giudice. Il terzo potrebbe vincerlo, ma solo se si ritira definitivamente e la smette di menare bambini.