Coca party per violentare minorenni

Carmine Spadafora

da Napoli

Per circa sei mesi, dalla fine di dicembre del 2001, fino agli inizi di giugno del 2002, hanno drogato e violentato quattro ragazze, all'epoca dei fatti tredicenni e quattordicenni. Il branco era composto da sei uomini, tra disoccupati, operai e commercianti, tra i 25 e i 45 anni di età, alcuni dei quali sposati e con figli. Gli stupratori, con altri sei indagati dediti allo spaccio della droga, sono stati arrestati all'alba di ieri dalla polizia. Ventitrè gli indagati.
I festini, soprattutto a base di cocaina ma anche di eroina e hashish, avvenivano in principal modo nel sottoscala di una villa situata alla periferia di Ariano Irpino, nell'Avellinese ma anche nelle abitazioni di alcuni degli arrestati.
A far scattare l'indagine, era stata nei mesi scorsi una delle giovanissime vittime, che aveva raccontato alla madre la terribile storia vissuta con altre tre sventurate. In lacrime la ragazzina, ha raccontato agli investigatori del commissariato di Ariano Irpino, i fatti di cui era rimasta vittima, nomi e luoghi dove avvenivano i festini.
La polizia non si è fermata alle dichiarazioni della ragazza ma si è messa a caccia di riscontri, trovati grazie a un lavoro di intercettazioni telefoniche e ambientali e pedinamenti. L'inchiesta, coordinata dal procuratore di Ariano Irpino, Amato Barile ha avuto un suo epilogo all'alba di ieri, quando la polizia ha eseguito le dodici ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice delle indagini preliminari Gabriella Buonavolontà.
La retata di stupratori e spacciatori di droga ha avuto luogo in quattro città: otto sono stati presi ad Ariano Irpino, 2 ad Avellino, uno a Nola nel Napoletano e uno a Foggia. Tra gli arrestati c’è anche un calciatore fino a qualche tempo fa in forza in una squadra locale. L'indagine non è ancora conclusa: ci sono altri 23 indagati, sui quali gli investigatori stanno svolgendo accertamenti.
Le quattro vittime erano ingannate dagli stupratori e condotte nella villa dell'orrore, con la promessa che avrebbero partecipato a una festa tra ragazzi. Invece, una volta nel sottoscala, le ragazzine erano drogate con la cocaina o con l'eroina e l'hashish. Poi, le violenze carnali con metodi definiti dagli inquirenti «ripugnanti». Quando parlavano di droga usavano un codice: «Per domani ho bisogno di sei magliette bianche», ovvero, sei dosi di cocaina.