Coca al veleno, spacciatore suicida Una ragazza era morta d’overdose

Si è ucciso nella sua cella del carcere di Verziano a Brescia, impiccandosi con la corda di una tenda. Cittadino egiziano, era uno dei tre spacciatori accusati di aver venduto la cocaina tagliata con tropocaina che a fine luglio ha provocato la morte di una ragazza ventenne. Proprio lui, secondo la Procura di Brescia, aveva ceduto la droga alla vittima.
L’emergenza della cocaina killer intanto non si placa. Già due bande di spacciatori sono state arrestate, una a Brescia di cui faceva parte l’egiziano morto suicida, un’altra, composta da 9 pusher maghrebini, in provincia di Bergamo tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto, dopo che almeno 18 persone erano finite in ospedale con malori e allucinazioni per aver assunto cocaina tagliata con atropina. L’allarme adesso si sposta a Como, dove negli ultimi otto giorni ci sono state almeno 2 morti sospette che potrebbero essere dovute alla droga, e sei persone sono finite al Pronto Soccorso cittadino in preda a lancinanti dolori dopo aver fatto uso di stupefacenti.
Flavio Fiorenzo Mattiuzzi, 42 anni, è morto per arresto cardiaco mentre ballava in discoteca . Ancora non si sa se aveva assunto droghe e si attendono quindi gli esami tossicologici. Roberto del Buono, 34 anni, è morto domenica all’alba dopo aver assunto alcol e cocaina per tutta la notte. Anche nel suo caso si attendono gli esami per sapere se la droga è stata la causa della morte. Se anche queste due morti sono dovute alla cocaina killer, vorrebbe dire che, come temevano gli inquirenti dopo i recenti arresti, l’emergenza non si è affatto conclusa.