Cocaina avvelenata allarme in Lombardia In venti all’ospedale

Forse anche una ragazza morta sul Garda ha sniffato la droga tagliata con atropina. E ora si temono vittime nel weekend

da Bergamo

Una ventina di ricoveri a Bergamo, segnalazioni di malori a Milano, Monza e nell’alta Lombardia. E sospetti su una commessa stroncata da overdose dopo un festino sul lago di Garda. È il primo bilancio degli effetti causati da una partita di cocaina «tagliata» con atropina e immessa sul mercato nei giorni scorsi. Tra i ricoverati, nessuno è al momento, in pericolo di vita, anche se tutti vengono tenuti sotto osservazione. Si teme che nelle prossime ore le vittime possano aumentare, a causa dell’aumento del consumo di droga che si verifica sempre nel fine settimana.
L’atropina è una sostanza chimica impiegata tra l'altro come anti-epilettico e anti-spastico, ma che somministrata fuori controllo medico può causare allucinazioni o psicosi e nei casi più gravi anche la morte. Scattato l’allarme, è partita anche la caccia agli spacciatori, e sono arrivati due arresti, quello di due marocchini fermati nel tardo pomeriggio di ieri, uno a Costa di Mezzate e l’altro a Zandobbio, nell’hinterland di Bergamo, grazie alle indicazioni degli intossicati.
Sul caso più grave, una commessa di vent’anni, di origine marocchina morta in ospedale a Desenzano sul Garda dopo un malore, si attende l’autopsia per accertare se avesse consumato la droga letale. Tutti i dati comunque concordano nell'indicare Bergamo come epicentro dell'allarme. Nel primo pomeriggio di ieri in Prefettura si è svolto un vertice al quale hanno partecipato le forze dell'ordine e i vertici dell'Asl. Sono state le autorità sanitarie a diramare un allarme a tutti i posti di pronto soccorso della provincia, in modo che i medici di guardia siano in grado di valutare correttamente i sintomi di chi si presentasse dopo avere utilizzato la cocaina tagliata male.
L'intento, ha spiegato il viceprefetto vicario Lucio Marotta , «è quello di diffondere il più possibile la notizia che in circolazione c'è uno stupefacente molto pericoloso, per questo abbiamo convocato anche i proprietari dei locali notturni anche in vista del fine settimana, durante il quale, di norma, i consumi di stupefacente aumentano rispetto a quelli dei giorni feriali». «La situazione è preoccupante - ha aggiunto il direttore sanitario dell'Asl Bergamo, Claudio Sileo - ci aspettiamo altri casi nel fine settimana. È fondamentale una diagnosi precoce, chiunque accusasse sintomi è invitato a chiamare il 118». Per rendersi conto di quanto sia diffuso il rischio, secondo lo studio presentato ieri dall'Istituto di Ricerche «Mario Negri», nella sola Milano ogni giorno vengono consumati un chilogrammo di cocaina, 100 grammi di eroina, 4 chili di cannabis e 25 grammi di anfetamine. Le cifre, aggiornate fino a oggi, sono state ricavate dall’analisi delle acque reflue della città presso il depuratore di Nosedo. Secondo le stime dei ricercatori, sono 30.400 le dosi di cocaina consumate ogni giorno in città. «Purtroppo non è possibile rilevare - ha spiegato Silvio Garattini, direttore dell’istituto - il picco del fine settimana per la cannabis, perché questa sostanza viene eliminata lentamente, nell'arco di 7-8 giorni». Lo stesso Garattini ha definito «una forma di incoscienza il consumo abbinato di cocaina e atropina» che ne «potenzia notevolmente l'effetto». «Sia la cocaina che l’atropina - spiega Garattini - agiscono su sistemi che regolano l’apparato nervoso. Unendo cocaina e atropina, la stimolazione aumenta ancora di più e si può creare un forte sinergismo, aumentando l'effetto della droga».