Cocaina e riti vudú: i finanzieri arrestano otto narcotrafficanti

Coca, riti vudú e baschi verdi. Tutto ruota attorno a venticinque chili di «neve» sequestrati per un valore di 7 milioni di euro. Otto i narcotrafficanti finiti in manette.
Un’operazione davvero particolare. Per conoscere in anticipo le mosse degli uomini della finanza, infatti, i «sacerdoti» consultavano gli Orixa, divinità legate ai culti animisti afro-americani. Per capire se un certo carico potesse andare in porto, passare indenne la frontiera, la coppia di brasiliani a capo di una setta legata al Candomblè carioca chiedeva numi allo spirito guida mediante conchiglie gettate a terra. L’operazione «Churrasco», avviata lo scorso Natale dai finanzieri di Fiumicino e non ancora conclusa, è iniziata quando le fiamme gialle hanno scoperto un carico di polvere bianca fra bistecche brasiliane pronte per essere cucinate alla brace. Magari dopo averle alleggerita del prezioso contenuto. Sono i primi 8 chili di sostanza purissima divisa in panetti che mettono gli inquirenti sulla pista giusta. «Sapevamo che la droga era diretta a due brasiliani stanziati da tempo ad Ardea - spiega il tenente colonnello Antonio Aiello - e che, una volta fallito il primo tentativo, ne avrebbero studiati altri».
Intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti fino al confine con la Svizzera portano ad altri sequestri. I narcos capiscono che la rotta San Paolo-Roma non è più sicura e così tentano altre strade. Tutte dirette tra Lavinio e Lido dei Pini. Interviene la Direzione centrale per i servizi antidroga che mette in contatto i finanzieri dello scalo di Fiumicino con i colleghi di Lugano, tappa del secondo carico diretto nell’Italia centrale. Vengono bloccati altri 8 chili di coca trasportati da due italiani insospettabili, D.P. e P.S., di 47 e 39 anni. I due, appena sbarcati, avrebbero dovuto passare il confine e proseguire fino ad Ardea con un’auto presa a noleggio. La macumba per mandare a buon fine le altre spedizioni continua, i sequestri pure. Alla stazione Termini, nella valigia di C.M., romana di 53 anni, vengono scoperti altri 4 chili di «neve». La donna, sempre appartenente alla setta rutula, è arrivata in treno da Milano dopo aver effettuato la tratta San Paolo-Lisbona-Malpensa. Il punto di smistamento previsto è ancora la villa dei narcos a pochi chilometri da Ardea. I vertici della banda, camuffati da sacerdoti, non si scoraggiano e continuano ad affidarsi alle profezie delle fattucchiere e persino ai tarocchi per scoprire se i telefoni sono sotto controllo. Puntualmente l’oracolo dà il via libera e con la stessa puntualità i «cavalli» vengono intercettati con altri 5 chili di coca nascosti nella carne.
Ieri, su richiesta del pm Leonardo Frisani, il gip Romina Incutti ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare. «A fronte di redditi nulli - conclude il colonnello Aiello - gli indagati conducevano un alto tenore di vita: auto di lusso e ville». Gli otto rischiano fino a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.
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