"Cocaina alla squillo", Mele è indagato

Secondo i magistrati sarebbe stato l’ex deputato dell’Udc a portare la droga, venerdì sera, in una delle suite dell’hotel Flora di via Veneto, a Roma, dove avrebbe incontrato due donne. Il deputato sarà interrogato nella prima metà di settembre

Roma - Cosimo Mele è indagato dalla procura di Roma per cessione di sostanze stupefacenti. Sarebbe stato l’ex deputato dell’Udc - è convinzione dei magistrati - a portare la droga, venerdì sera, in una delle suite dell’hotel Flora di via Veneto dove avrebbe dovuto incontrare due donne. Una, la prostituta Francesca Z., avrebbe accusato un malessere ed è finita all’ospedale San Giacomo in evidente stato confusionale attribuendo al deputato la cessione di un quantitativo di cocaina. L’altra, sentita ieri dalla squadra mobile, ha sostanzialmente confermato la versione dell’amica. A negare con forza la circostanza è sempre stato Mele, da ieri esponente del gruppo misto. Toccherà a lui, adesso, essere interrogato dai magistrati. La sua audizione non è prevista a breve, essendo scattato il periodo di sospensione estiva, a meno che Mele non decida di presentarsi spontaneamente a palazzo di giustizia per chiarire la sua posizione.

La procura sta valutando anche la possibilità di contestare a Mele un’eventuale omissione di soccorso. La Polizia scientifica avrebbe compiuto anche un’esame sulla card elettronica dell’albergo Flora di cui era in possesso il parlamentare: sulla chiave elettronica sarebbero state individuate tracce della sostanza stupefacente. Quanto all’omissione di soccorso, si sta valutando se Mele avesse aspettato prima di chiamare i soccorsi dopo il malore accusato da una delle due ragazze, Francesca Z. che aveva assunto cocaina. Anche la seconda ragazza, ascoltata ieri dalla polizia, avrebbe confermato che la cocaina era stata portata dal parlamentare ex Udc. Secondo fonti giudiziarie inoltre, non vi sarebbe stata una quarta persona, un altro parlamentare, presente al festino all’hotel Flora. Circostanza ventilata ieri dal parlamentare Franco Grillini.