Coccolino, il personaggio più importante del ventennio

Goffredo Fofi, Gad Lerner, Michele Serra, Maledetti giornalisti, e/o Tascabili 1997, 115 pagine, lire 15mila.
Dalla quarta di copertina: «Tre voci importanti della sinistra italiana parlano a ruota libera durante un incontro organizzato dalla Comunità di Capodarco di Don Vinicio Albanesi». Pag. 42, Michele Serra: «L’assertività dell’informazione è una cosa che non tollero. Mi ricordo, per fare solo un esempio, un titolo del Tg5, dopo l’operazione del Papa: “Papa: OK”. Ecco, guardate, fa ridere, e infatti Cuore nasce anche da questo tipo di osservazione della realtà. Però “Papa: OK” no! No, non si può sopportarlo. \ Per esempio questa mania di chiamare tutti i politici Pinuccio, Pino, Poldo, Cicci, Massimo. Ma chiamatelo come fanno i giornali anglosassoni, di cui si fa tanto spesso a capocchia l’elogio, e che scrivono Mr. Clinton, the President of the United States. E noi invece Gorby, Billy». Pag. 45, Serra: «Un altro esempio: “Diktat”, “Rissa”. Una cosa che mi fa impazzire è che ogni volta che due persone discutono - si potrà discutere, no? - dicono: “Rissa tra Ciccio e Caio”. Oppure “volano gli strali”. Non è così, la vita non funziona come c’è scritto sui giornali». Pag. 102, Serra: «Anche a me ha impressionato molto questo flaconcino di Infasil, contenuto ieri, incellofanato, nel Venerdì di Repubblica: è un messaggio più forte dell’editoriale di Scalfari su Dio». Pag. 106: «Ha ragione Beppe Grillo quando dice che Coccolino è il personaggio più importante in Italia da vent’anni a questa parte».