Cocktail, quest’estate si beve rétro

Estate che vai, cocktail che trovi. La «scoperta» del nuovo drink, quello che detterà la tendenza dei mesi caldi nei locali ma anche in riva al mare, è un vero e proprio rito, senza il quale la bella stagione sembra non poter avere inizio. Così come le radio si adoperano per lanciare il tormentone musicale, bar e locali puntano su quello da bere, soluzione, di norma alcolica, comunque sempre colorata, in grado di mettere d’accordo gusto, moda, un pizzico di glamour e il piacere della novità. Novità che spesso prende ispirazione dal passato. Il trend di quest’estate è bere «retrò». A farla da padroni sono i cocktail classici, che hanno fatto la storia del bere miscelato, opportunamente riveduti e corretti. «Negli ultimi anni - dice Andrea De Pascalis, uno dei titolari del Flair Project (via Dionisi 50; 066539689) - si è sperimentato e osato tanto. Ora la gente è stanca e cerca sapori familiari. Le proposte tradizionali tornano a riscuotere grande successo, purché interpretate in chiave moderna. Si punta meno sulle acrobazie per privilegiare la tecnica». Ciò non va a scapito della presentazione? «No, un buon drink deve essere sempre anche un bel drink. Sono molte le soluzioni che abbinano tecnica ed estetica. Una per tutte, le sfere di ghiaccio, che, più compatte dei cubetti, raffreddano il cocktail in modo repentino, senza annacquarlo, regalandogli al contempo una struttura particolare. Si preparano espresse, scavandole in un grande blocco di ghiaccio, operazione che richiede una buona manualità, ma con un po’ di esercizio si può effettuare in pochi secondi». Particolarmente apprezzate sono le infusioni idroalcoliche. «Si tratta di sistemi che abitualmente si usano per i distillati e si possono realizzare pure in casa. Basta mettere in una bottiglia di vodka o gin rosmarino, peperoncino o salvia per dare un tocco mediterraneo e più nostrano a sapori internazionali. Ovviamente, l’infusione deve durare almeno 24 ore». Una ricetta da provare? «Si pesta della frutta fresca con zucchero e la si pone sul fondo del bicchiere, poi si aggiunge il ghiaccio, metà a cubi e metà grattato. Su questa base si versano vodka e succo di frutta. Il risultato non è molto alcolico, quindi ideale per le calde serate estive. Il pestato di frutta è interessante in molte altre combinazioni, basta seguire gusto e intuito». De Pascalis firma pure il Jagerito, versione ritoccata del Mojito. «Si prepara con succo di lime, mezzo cucchiaio di zucchero di canna bianco, foglie di menta, ginger ale e jägermeister. Si decora con rametto di menta e rondelle di lime».
Il trend corre di locale in locale, All’Esco Pazzo (via d'Aracoeli 41; 3384556620), Alberto Timmarco firma «Frambuesita», con lime a cubetti, zucchero di canna bianco, purea di pesca, havana e Absolut raspberry. All’H20 (via del Gazometro 18; 3289773799), invece, Gaetano Macrì propone l’Occhio di Drago, con lime, albicocca sbucciata, zucchero di canna bianco, liquore al lichi e midori, liquore al melone. «Le donne amano drink dolci - aggiunge De Pascalis, quindi, nel classico prediligono versioni ammodernate di Caipiroska, Long Island, Sex on the Beach rivisitato con melone. Gli uomini, sapori più decisi, come il Mojito, in più varianti».
In questo ritorno al classico, non manca chi classico vuole diventare. Al Jerry Thomas Speakeasy (vicolo Cellini 30), locale di bartender per bartender, dove si entra solo se si conosce la password, Antonio Parlapiano firma lo Swedish Storm, con cui ha vinto la tappa romana dell’Absolut Talent Show Competition: absolut vanilla, havana, sciroppo di orzata, zenzero fresco, succo di limone e ginger beer. Sempre qui si può assaggiare «La Maison sur l’île», creazione di Leonardo Leuci vincitrice della «Grand Marnier Competition 2010». Ingredienti: Grand Marnier, succhi freschi di mango, arancia rossa e lime, sciroppo di zenzero e vaniglia, polpa di ananas e qualche goccia di acqua di kewra. Ma è solo l’inizio. «Penso che il trend interesserà anche la nuova stagione - conclude - con il ritorno di grandi nomi, dal Black Russian all’Obsession, fino al Cocktail Martini».