Coda ai banchetti del Carroccio: «Il nostro referendum va a mille»

Mezzi pubblici insufficienti e paura di essere penalizzati dal ticket antismog. Molti milanesi sono preoccupati dal provvedimento che, salvo sorprese, dovrebbe entrare in vigore il prossimo autunno. Lo hanno dimostrato ieri mattina, affluendo numerosi al gazebo allestito dalla Lega Nord in piazza Cairoli per raccogliere le firme in favore del referendum. L’iniziativa, che proseguirà fino al 26 luglio, è stata accolta con entusiasmo dai cittadini. Tanto che, nelle prime 12 ore, sono state depositate circa mille firme. Accompagnate da pareri per risolvere la questione del traffico, «perché - spiegano gli organizzatori del banchetto -, siamo contrari a un provvedimento che non tiene in adeguata considerazione le esigenze della gente. Ma siamo d’accordo sul fatto che il problema dell’inquinamento vada affrontato con urgenza».
La raccolta firme è accompagnata da un sondaggio. Su un foglio, distribuito al gazebo, si può scegliere fra quattro alternative: far pagare alle auto inquinanti un ticket di ingresso da due a dieci euro all’interno della cerchia dei Bastioni, chiudere il centro storico a tutte le auto, far pagare solo ai non residenti un ticket per l’ingresso in tutta Milano, stabilire la circolazione a targhe alterne per sei mesi. «La maggior parte della gente - spiega il responsabile del banchetto, Bruno Baldi - ha scelto la terza soluzione. Il referendum è necessario. Io, per esempio, abito in piazza della Repubblica. Ho un’auto Euro 3. Per entrare in centro dovrei pagare dieci euro al giorno». A meno che i mezzi pubblici non fossero capillari ed efficienti, come in altre città d’Europa. «A Milano mancano collegamenti adeguati - conferma il capogruppo del Carroccio in Zona 5, Alessandro Morelli -. La posizione della Lega è nata in seguito a numerosi incontri con la gente. I mezzi pubblici sono concentrati nella Cerchia. Per chi abita in periferia, a meno che non abbia la metropolitana sotto casa, è impossibile spostarsi senza macchina. Occorre migliorare infrastrutture e mobilità anche nei quartieri più esterni».
Anche molti sindaci degli altri capoluoghi lombardi sono d’accordo. «Ho parlato con loro di recente - continua Morelli -. Mi hanno detto che se i collegamenti con Milano fossero veloci, sicuri, puliti ed efficienti il ticket sarebbe una soluzione molto gradita». Lo conferma Alfonso Mascarella, uno dei tanti cittadini accorsi al gazebo: «È chiaro che esiste un problema inquinamento, ma bisogna prima di tutto potenziare i mezzi. Inoltre - continua - sarebbe utile pensare a un biglietto unico metropolitano ed extraurbano la cui validità superi gli attuali 75 minuti. Diverso il discorso per il centro storico: lì eliminerei tutte le auto, eccetto quelle dei residenti». Conclude Mario, un altro residente favorevole al referendum: «Paragonare Milano con Londra o altre metropoli non ha senso. Lì il ticket di ingresso funziona perché ci sono oltre dieci linee della metropolitana, autobus puntualissimi e parcheggi ovunque».