In coda sotto l’ombrello per ammirare l’Ultima cena

Giacomo Susca

Vivere una notte bianca nel segno dell’arte e della cultura. A Milano si può. E così, dopo la scelta maturata in extremis di tenerli aperti per tutta la «Milano live», anche musei e palazzi antichi hanno avuto il loro bagno di folla. A dire il vero, però, il bagno l’hanno fatto pure le migliaia di visitatori - tra cui molti turisti stranieri - in coda sotto la pioggia per ammirare tele d’autore o stanze reali. Il temporale, inaspettato, non ha fermato gli appassionati accorsi in Santa Maria delle Grazie per commuoversi davanti al Cenacolo vinciano. Sempre nel nome di Leonardo, al Museo della Scienza e della tecnica le attività prenotabili erano esaurite sin da metà serata. Qui la folla si è divertita tra macchine interattive e concerti jazz nella biblioteca. In tanti, invece, hanno preferito visitare la cabina del sottomarino S-506 «Enrico Toti».
Molti altri luoghi, per venire incontro alla massiccia richiesta del pubblico, erano aperti già dal pomeriggio. È il caso di Palazzo Marino, meta di oltre mille visitatori e aperto al pubblico su iniziativa del Touring Club Italiano che ha anche organizzato tour notturni all’interno del Teatro alla Scala.
Nei Giardini di via Palestro i bambini hanno giocato alla «Caccia ai Pianeti» e i gli adulti assistito a conferenze nel Planetario, mentre nel vicino museo di Storia naturale, senza didattica e animazioni anche a causa dello stop, poi revocato all’ultimo dal Comune, non si è bissato il successo dello scorso anno. La giornata di ieri è servita in compenso a far «riscoprire» due istituti normalmente preclusi ai singoli cittadini: Palazzo Archinto, istituto geriatrico che ospita un interessante patrimonio artistico e architettonico, e la Casa di riposo per musicisti, «l’ultimo capolavoro di Giuseppe Verdi».