Code in autostrada e viaggi all’estero ma dov’è questa crisi?

L’estate, sia temporalmente sia meteorologicamente, sta finendo e si può trarre un bilancio quasi definitivo. Alla televisione, sui giornali, alla radio, al mercato, al bar, insomma praticamente ovunque, sento dire che «c’è crisi», «nessuno può permettersi le vacanze», «la vita costa come mai in passato», eppure quanti sono stati realmente a casa a leccarsi le ferite perché non hanno potuto fare le agognate ferie? Dando una sbirciata ai media nazionali, si ricava che Venezia, Firenze, Roma, tanto per fare dei nomi, hanno registrato il «tutto esaurito» e anche le principali località di mare, tempo permettendo, hanno affittato lettini, ombrelloni e camerini come negli anni passati «quando tutti andavano in ferie perché non si sentiva la crisi». E le code in autostrada? Gente che torna dalle vacanze o tutti pellegrini di ritorno da santuari dove sono stati a pregare perché l’anno venturo porti via la crisi? Per non parlare dei viaggi all’estero che, nonostante gli attentati terroristici, hanno registrato notevoli spostamenti se non addirittura l’overbooking di traghetti e aerei con destinazione Grecia. Con questo non voglio dire che la gente fa il bagno nell’oro come Paperon de Paperoni ma mi sembra che sia piuttosto diffusa la moda dell’autocommiserazione e del catastrofismo. Il libero mercato, soprattutto col proliferare di internet, permette di scegliere fra più offerte senza affidarsi esclusivamente alle agenzie di viaggi che, è risaputo, tendono a fare un po’ la «cresta». Basta armarsi di pazienza e cercare quella più conveniente alle proprie tasche. Parola di albergatore.